USA, The Surreal South in 18 days

Foto-racconto semiserio , surreale e fuori tempo di una famiglia con un bimbo, una Leica e qualche rullino.

Testi di Francesca Melani, Foto di Giacomo Sardi

Day 1: Firenze-Miami: Partiamo alle 6 di mattina da Firenze, fa freddo.

Scalo a Francoforte e poi diretti su Miami.
Dopo circa 13 ore scalo compreso attendiamo a Miami primo pomeriggio.
Ci accoglie il sole e il caldo della Florida.
Andiamo diretti a prendere la macchina a noleggio, sono tutti molto gentili e cortesi, tu hai scritto dollari in fronte e loro faranno di tutto per averli!!! Il tipo del bancone ci guarda come extra terresti perché abbiamo prenotato la macchina più piccola che hanno e siamo addirittura in 3!!!
Noi non cediamo alle sue lusinghe e rimaniamo sulla micromacchina, scendiamo in garage cercando una micromacchina e non la troviamo: ci dicono che possiamo scegliere tra diverse macchine che qui in Italia sono di dimensioni più che dignitose.
Ci fiondiamo sulla più piccola (Ford ??) di un fantastico colore Tiffany.
Direzione albergo, per contenere i costi abbiamo scelto un albergo non troppo centrale, comunque a Miami beach: albergo ok, pulito, comodo parcheggio, con piscina.
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La signora della reception è molto cortese, ci dà le indicazioni per raggiungere south beach con il trolley gratuito. Il trolley è una specie di autobus che si ferma vicinissimo al nostro albergo.
Siamo Stanchi ma non abbiamo fatto tutta questa strada per rimanere in hotel quindi ci mettiamo vestiti adeguati al clima e partiamo per andare a prendere il trolley.
Fuori sono 28 gradi, sole e umido. Saliamo sul trolley e rimpiangiamo di aver rimesso i piumini in valigia. Gli americani sono pazzi , per loro aria condizionata vuol dire gelo polare.
Ci vuole un bel po’ per raggiungere south beach, rimpiangiamo di non aver preso la macchina, ma parcheggiare sarebbe stato non proprio economico.
Scesi dal trolley ci dirigiamo verso la spiaggia: sabbia bianca, spiaggia enorme, mare turchese e le inconfondibili gabine.
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Mettiamo i piedi nell’acqua, non male ma freddina. Girelliamo un po’, fotografiamo un po’, il bimbo corre un po’ fuori e dentro l’acqua solo bagnando i piedi.
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Si sta facendo sera, ci dirigiamo verso Ocean drive, la via più famosa di Miami Beach, ricca di colorati bar e edifici art decò.
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C’è già un bel viavai, e gli americani sono già a sorseggiare drink in bicchieri enormi.
Ogni tanto passano macchine improponibili, super modificate, con la musica a palla.
Siamo ad una sfilata: macchine e persone sono qui solo per farsi vedere, o ubriacarsi, meglio entrambi.
Cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa: i prezzi non sono economici.
Ci sediamo finalmente in un bar ristorante, ordiniamo 2 hamburger e dei nachos, due birre e una coca per Elia. Le porzioni sono abbondanti, soprattutto le birre sono giganti. Quando arriva il conto ci accorgiamo di aver preso la prima sola del viaggio: 100 dollari!!!
Ok da domani più riposati staremo più attenti.
La stanchezza, il fuso orario si fanno sentire: direzione albergo per una bella dormita!
Day 2: ci svegliamo all’alba complice il fuso orario, è caldo ma il cielo minaccia un temporale. Il nostro albergo non include il servizio colazione ma grazie a Google Maps scopriamo che ci sono dei bar vicini. Essendo di strada verso il downtown, nostra meta odierna, prendiamo la macchina. La scelta ricade su un bar pasticceria argentino. La scelta di paste è ampia, non sono grandi quindi possiamo prenderne di diversi tipi, nostro figlio opta per o churros. Il caffè classico americano servito nei bicchierini di plastica. Nel bar tutti parlano spagnolo, le paste sono buone, il caffè scadente e il gelo dell’aria condizionata regna sovrano.

Fatta colazione ci dirigiamo verso il downtown: è presto poche macchine in giro, il temporale si decide ad arrivare mentre cerchiamo un parcheggio che non richieda la stipula di un mutuo: troviamo quello di un centro commerciale.
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Per girare il downtown usiamo il metromover, un trenino monorotaia sopraelevato, senza conducente, gratuito: possiamo scendere e salire dove vogliamo e girellare a piedi dove ci piace di più. Strani personaggi vagano con la 24 ore per il centro.
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Il sole fa capolino tra le nuvole, la strada è ancora bagnata, il caldo sta arrivando.
Ci fermiamo in una zona di grattacieli colorati e giriamo a piedi per il finantial district: camminiamo tra i grattacieli supermoderni, sul marciapiede sfrecciano i monopattini elettrici a noleggio. Ma lo skyline è dominato dai grattacieli …i residenti  fanno jogging sotto il sole tra grattacieli e isole verdi.
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Nel complesso esperienza più che positiva, il metromover è divertente, il paesaggio interessante, il caldo sopportabile.
Decidiamo di spostarci verso Little Avana solo dopo pranzo, optiamo per un panino da subway, niente di che ma dopo la cena di ieri sera cerchiamo di contenere i costi.
Riprendiamo la macchina,questa volta parcheggiare è più economico: facciamo un giro per il quartiere.
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Passiamo dal centro culturale dove gli anziani giocano a domino, e camminiamo per la via principale fotografando i murales.
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Anche qui l’attività principale dei turisti e passare da un bar all’altro per un drink e un po’ di musica latina, ci sono ovviamente molto ristoranti e negozi che vendono sigari.
Noi ci concediamo un gelato e un cocco verde da bere da un ortofrutta  pittoresco.
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Il quartiere è carino, ci sono molti turisti che passeggiano e bevono.
Il caldo e la stanchezza iniziano a farsi sentire, nel tardo pomeriggio decidiamo di tornare in albergo x un tuffo in piscina e un po’ di riposo.
Siamo piuttosto stanchi, ancora ci dobbiamo riprendere dal fuso orario, per cena optiamo per prendere una pizza da asporto da mangiare in camera per poi cercare di dormire un po’, la pizza era buona, prezzo onesto, il pizzaiolo sud americano che parlava spagnolo gentile ed ha regalato una bibita a nostro figlio: se sapete lo spagnolo a Miami non avrete problemi a comunicare.
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