USA, The Surreal South in 18 days

Foto-racconto semiserio , surreale e fuori tempo di una famiglia con un bimbo, una Leica e qualche rullino.

Testi di Francesca Melani, Foto di Giacomo Sardi

Day 1: Firenze-Miami: Partiamo alle 6 di mattina da Firenze, fa freddo.

Scalo a Francoforte e poi diretti su Miami.
Dopo circa 13 ore scalo compreso attendiamo a Miami primo pomeriggio.
Ci accoglie il sole e il caldo della Florida.
Andiamo diretti a prendere la macchina a noleggio, sono tutti molto gentili e cortesi, tu hai scritto dollari in fronte e loro faranno di tutto per averli!!! Il tipo del bancone ci guarda come extra terresti perché abbiamo prenotato la macchina più piccola che hanno e siamo addirittura in 3!!!
Noi non cediamo alle sue lusinghe e rimaniamo sulla micromacchina, scendiamo in garage cercando una micromacchina e non la troviamo: ci dicono che possiamo scegliere tra diverse macchine che qui in Italia sono di dimensioni più che dignitose.
Ci fiondiamo sulla più piccola (Ford ??) di un fantastico colore Tiffany.
Direzione albergo, per contenere i costi abbiamo scelto un albergo non troppo centrale, comunque a Miami beach: albergo ok, pulito, comodo parcheggio, con piscina.
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La signora della reception è molto cortese, ci dà le indicazioni per raggiungere south beach con il trolley gratuito. Il trolley è una specie di autobus che si ferma vicinissimo al nostro albergo.
Siamo Stanchi ma non abbiamo fatto tutta questa strada per rimanere in hotel quindi ci mettiamo vestiti adeguati al clima e partiamo per andare a prendere il trolley.
Fuori sono 28 gradi, sole e umido. Saliamo sul trolley e rimpiangiamo di aver rimesso i piumini in valigia. Gli americani sono pazzi , per loro aria condizionata vuol dire gelo polare.
Ci vuole un bel po’ per raggiungere south beach, rimpiangiamo di non aver preso la macchina, ma parcheggiare sarebbe stato non proprio economico.
Scesi dal trolley ci dirigiamo verso la spiaggia: sabbia bianca, spiaggia enorme, mare turchese e le inconfondibili gabine.
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Mettiamo i piedi nell’acqua, non male ma freddina. Girelliamo un po’, fotografiamo un po’, il bimbo corre un po’ fuori e dentro l’acqua solo bagnando i piedi.
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Si sta facendo sera, ci dirigiamo verso Ocean drive, la via più famosa di Miami Beach, ricca di colorati bar e edifici art decò.
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C’è già un bel viavai, e gli americani sono già a sorseggiare drink in bicchieri enormi.
Ogni tanto passano macchine improponibili, super modificate, con la musica a palla.
Siamo ad una sfilata: macchine e persone sono qui solo per farsi vedere, o ubriacarsi, meglio entrambi.
Cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa: i prezzi non sono economici.
Ci sediamo finalmente in un bar ristorante, ordiniamo 2 hamburger e dei nachos, due birre e una coca per Elia. Le porzioni sono abbondanti, soprattutto le birre sono giganti. Quando arriva il conto ci accorgiamo di aver preso la prima sola del viaggio: 100 dollari!!!
Ok da domani più riposati staremo più attenti.
La stanchezza, il fuso orario si fanno sentire: direzione albergo per una bella dormita!
Day 2: ci svegliamo all’alba complice il fuso orario, è caldo ma il cielo minaccia un temporale. Il nostro albergo non include il servizio colazione ma grazie a Google Maps scopriamo che ci sono dei bar vicini. Essendo di strada verso il downtown, nostra meta odierna, prendiamo la macchina. La scelta ricade su un bar pasticceria argentino. La scelta di paste è ampia, non sono grandi quindi possiamo prenderne di diversi tipi, nostro figlio opta per o churros. Il caffè classico americano servito nei bicchierini di plastica. Nel bar tutti parlano spagnolo, le paste sono buone, il caffè scadente e il gelo dell’aria condizionata regna sovrano.

Fatta colazione ci dirigiamo verso il downtown: è presto poche macchine in giro, il temporale si decide ad arrivare mentre cerchiamo un parcheggio che non richieda la stipula di un mutuo: troviamo quello di un centro commerciale.
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Per girare il downtown usiamo il metromover, un trenino monorotaia sopraelevato, senza conducente, gratuito: possiamo scendere e salire dove vogliamo e girellare a piedi dove ci piace di più. Strani personaggi vagano con la 24 ore per il centro.
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Il sole fa capolino tra le nuvole, la strada è ancora bagnata, il caldo sta arrivando.
Ci fermiamo in una zona di grattacieli colorati e giriamo a piedi per il finantial district: camminiamo tra i grattacieli supermoderni, sul marciapiede sfrecciano i monopattini elettrici a noleggio. Ma lo skyline è dominato dai grattacieli …i residenti  fanno jogging sotto il sole tra grattacieli e isole verdi.
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Nel complesso esperienza più che positiva, il metromover è divertente, il paesaggio interessante, il caldo sopportabile.
Decidiamo di spostarci verso Little Avana solo dopo pranzo, optiamo per un panino da subway, niente di che ma dopo la cena di ieri sera cerchiamo di contenere i costi.
Riprendiamo la macchina,questa volta parcheggiare è più economico: facciamo un giro per il quartiere.
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Passiamo dal centro culturale dove gli anziani giocano a domino, e camminiamo per la via principale fotografando i murales.
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Anche qui l’attività principale dei turisti e passare da un bar all’altro per un drink e un po’ di musica latina, ci sono ovviamente molto ristoranti e negozi che vendono sigari.
Noi ci concediamo un gelato e un cocco verde da bere da un ortofrutta  pittoresco.
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Il quartiere è carino, ci sono molti turisti che passeggiano e bevono.
Il caldo e la stanchezza iniziano a farsi sentire, nel tardo pomeriggio decidiamo di tornare in albergo x un tuffo in piscina e un po’ di riposo.
Siamo piuttosto stanchi, ancora ci dobbiamo riprendere dal fuso orario, per cena optiamo per prendere una pizza da asporto da mangiare in camera per poi cercare di dormire un po’, la pizza era buona, prezzo onesto, il pizzaiolo sud americano che parlava spagnolo gentile ed ha regalato una bibita a nostro figlio: se sapete lo spagnolo a Miami non avrete problemi a comunicare.
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Santorini

Vorrei raccontarvi la nostra esperienza di viaggio a Santorini e darvi qualche consiglio su come passare una vacanza tipo di 7 giorni sull’isola.

Se siete appassionati di fotografia il primo consiglio che mi sento di darvi è “less is better”, portatevi una compatta tuttofare e vivete felici… al massimo una reflex con uno zoom 28-70  o due compattine di qualità con obbiettivi fissi sarebbero il top. Io ho optato per una Nikon coolpix A con 18mm F2.8(un 28mm equivalente sul formato 35mm) e una Leica TL con un summicron 50 che su APS-C equivale ad un 75mm F2, un medio tele luminoso. Diciamo che col senno di poi non mi sono pentito della scelta e ho sopportato anche il peso EXTRA senza sacrificio.  Essendo un appassionato di panorami avevo portato anche un piccolo cavalletto e una Pocket-Pano, una testa panoramica con punto nodale calcolato per la Coolpix A e il suo 28 equivalente per comporre facilmente dei paesaggi panoramici ad altissima risoluzione. Il cavalletto e la leggerissima testa panoramica li portavo con me solo alla sera, per il resto del tempo rimanevano in albergo/appartamento rendendo più leggero il corredo fotografico. Altro consiglio che vi do: portatevi dei sandali di gomma tipo Crocs che potete portare anche in acqua senza che vi escano dai piedi. Lasciate a casa snickers e scarpe eleganti…  Valutate se noleggiare un auto in base agli spostamenti che avete intenzione di fare… i mezzi pubblici ci sono ma nei mesi di alta stagione rischiate di rimanere sotto al sole , sul ciglio di una strada ad aspettare un BUS pieno di gente… se avete una settimana, con un’auto  potete vedere tutte le città principali, le maggiori attrazioni e rilassarvi sulla spiaggia senza preoccuparvi degli orari dei BUS…. se avete un bimbo o due ve la consiglio… se siete in 4 , con una coppia di amici prendetela senza pensarci 2 volte… il costo varia da 200 a 500 euro per 7 giorni in base alla compagnia e alla macchina che scegliete.

Aeroporto di Peretola, sala d’aspetto Leica TL

Arriviamo a Santorini in tarda sera. Avevamo riservato un’auto da prelevare all’aeroporto ma non c’era nessun ufficio della nostra compagnia , nessun addetto con cartello e il nostro nome ad aspettarci… Ok primo problema… Telefoniamo ad un numero e con un inglese stentato riusciamo a capire che l’addetto si scusa per l’inconveniente e che la nostra macchina si trova nel parcheggio dell’aeroporto…. Non ci si può sbagliare… È gialla, piccola, aperta e con le chiavi sotto al tappetino del guidatore… Serbatoio pieno… Al telefono mi rassicurano: “prendetela pure poi domattina passiamo noi a farvi firmare il contratto al vostro appartamento” …. Una fantastica matiz giallo limone con riverniciatura a bomboletta… Parte alla prima, rumoreggia, sobbalza ma il suo lavoro lo fa… Arriviamo dopo pochi minuti a Villa Nefeli, il nostro appartamento in Perissa….

Appartamenti a Perissa ,  Leica TL

Un caldo opprimente in camera e pensiamo subito alle notti insonni che ci sarebbero aspettate, grondanti di sudore e invece 5 minuti dopo aver aperto le finestre la brezza marina rende la temperatura della camera sopportabile, anzi piacevole. Il tempo di sistemare i bagagli e la proprietaria arriva con un piatto di cocomero fresco… Usciamo e ci incamminiamo verso il lungomare strapieno di locali, pub, ristorantini di tutti i tipi…. La mattina dopo firmiamo il contratto col noleggiatore di auto sul cofano dell’auto dopo esserci dati l’appuntamento con WhatsApp e ci dirigiamo verso la spiaggia a piedi per noleggiare un ombrellone… E scopriamo che molti li offrono gratuitamente se ti impegni a consumare il pranzo nel loro ristorante… Detto fatto… Abbiamo passato una bellissima giornata… Pranzo ottimo, prezzo onesto, acqua pulitissima, spiaggia non affollata, mare calmo adatto anche ai bambini.. La sera dopo una bella rosolatura alla schiena e ai piedi(non dimenticherai mai le temperature che raggiunge la sabbia nera delle spiagge di Santorini) decidiamo di andare a Pyrgos… Cittadina molto carina…. piacevole perdersi tra i vicoli e i saliscendi…

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Pyrgos, testa panoramica e Nikon Coolpix A

Le Chiesine, le terrazze che si affacciano sulle viuzze che hanno come sfondo il mare e il tramonto trasforma l’azzurro in sfumature color pesca.

Pyrgos, Leica TL

Cena mezza tragedia… Andiamo in un bar pizzeria e ci servono una pizza che sembra surgelata con l’aggiunta di qualche ingrediente extra… No comment…. Annaffio abbondantemente con una Mythos da mezzo litro per dimenticare…

Terzo giorno, obiettivo le tre spiagge segnalate dalla guida : Red beach, White beach e Black beach, le ultime due raggiungibili solo tramite barca… Arriviamo al piccolo porticciolo di Akrotiri dove imbarcarci verso le 9.30…. Scopriamo che la prima traghettata parte alle 10.30… E ci facciamo una bevuta al bar…

Leica TL

Con 10 euro a testa vi portano e vi riportano alle tre (poi scopriamo essere 2) spiagge fino alle 5 di pomeriggio, ultima corsa per tornare al porticciolo… La prima spiaggia che incontriamo è la Red beach, affollata, piccola, acqua torbida solcata dalle onde…. Non scendiamo.. Ma anzi montano pure quelli che l’avevano raggiunta a piedi(l’unica raggiungibile con 30 min di cammino) in cerca di maggior fortuna…. prezzo per i nuovi passeggeri sempre 10 euro… La beffa… Si scende e si sale al volo… Bagno assicurato… Anziani meglio evitare… Si riparte… Arriviamo alla White beach… Sostiamo a 30 metri dalla spiaggia… Cioè da una striscia di ciottoli bianchi di 5 metri di profondità e 40 di lunghezza…. La barca non attracca… Vedere ma non toccare…. la White-Fake-beach……Poi se proprio volete vi tuffate e la raggiungete a nuoto…. Per il ritorno si sta alla sorte…. Ok tutti verso la Black beach… I colori delle spiagge sono dati dalle scogliere rocciose che li sovrastano…. Rosse, bianche  e nere…

White and Black ,Leica TL

Scendiamo al volo da una scaletta mentre la barca ondeggia tra i cavalloni… Scene da sbarco in Normandia con anziana che rimane bloccata sulla scaletta…. Caviglie slogate sugli impietosi ciottoli viscidi… Ombrellone 5 euro… faccio un giro esplorativo….

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Black Beach , 6 scatti a mano libera con Leica TL uniti

Ma subito ci accorgiamo che qualcosa non va… Acqua torbida…. Cavalloni improvvisi… Spiaggia che sprofonda dopo 1 metro… Corrente che ti trascina e ti sbatacchia con forza sul ciottolame…. Dulcis in fundo mega cavallone che stende un’anziana messicana mentre la figlia torna dal baretto col cocktail in una mano e bastone da selfie nell’altra… Il bimbo trascinato pure lui…. Decidiamo di smobilitare subito… Rimontiamo su una barchetta (ne passa una ogni 30 minuti) e via al porticciolo di partenza…. Pessima esperienza…. Di sicuro non da fare con bimbo piccolo, che non sa nuotare o con anziani semoventi… Pensiamo ad un ripiego per non perdere la giornata e ci dirigiamo verso la vicina spiaggia di Vlichada…. Parcheggiamo la Matiz giallo limone e ci dirigiamo verso la spiaggia infuocata, anche perché oramai si era fatto mezzogiorno… Ombrellone sdraio, birra e paninozzo…. Acqua così, così…. Però niente cavalloni e bimbo al sicuro da onde anomale… Dietro di noi una parete rocciosa di pietra pomice scavata, anzi disegnata dal vento, una cornice originale che produce milioni di piccole pietruzze bianche galleggianti….

[Group 7]-L1000279_L1000284-6 imagesVlichada, 6 scatti uniti ,Leica TL

Sabbia come lava infuocata…. Ogni 2 minuti un bimbo piange perché prova ad attraversare i carboni ardenti, si blocca nel mezzo e si cuoce i piedini…. I genitori corrono qua e là con i bimbi in braccio piangenti… Ore 17.30 ritorno all’appartamento, doccia e partenza per Megalochori, piccolo ma delizioso paesello, ben curato, circondato da vitigni nani, campane, tetti, colori…

Cena in un ristorante chicchettone dove, per citare il cameriere, i piatti e i sapori tipici di Santorini vengono rivisitati e presentati in chiave moderna…. Petrini… Fantastica cucina….. Porzioni piccole ma sapori delicati e ingredienti di qualità… Da provare…. Astenersi amanti dei piatti abbondanti… visto l’esperienza decidiamo all’unanimità di rimanere nei prossimi 2 giorni a Perissa… Con la formula Ombrelloni +lettino+pranzo e relax per noi e i bimbo garantito…

Una sera siamo andati a vedere il tramonto dal faro di Akrotiri  , da dove si può anche vedere la cittadina di Fira e Oia  che si allungano sull’altro versante.

Il sole diventa rosso fuoco e si immerge nel mediterraneo mentre le barchine attraversano la scia luminosa solcata dalle onde marine…

Leica TL

Dopo il tramonto abbiamo cenato in uno dei ristorantini del porticciolo dove avevamo preso il barchino per i tour delle tre spiagge RED/WHITE/BLACK … ci siamo fermati al primo che abbiamo trovato, Melina’s Tavern . Abbiamo ordinato pesce e piatti tipici… nulla a che vedere con la cena al Petrini… un altro livello… decisamente più scarso, cucina poco curata… vino però delizioso versato in caraffe di alluminio ghiacciate.

La sera successiva, dopo aver passato la mattina e il pomeriggio sulla spiaggia di Perissa abbiamo salutato il nostro appartamentino e ci siamo diretti verso Fira.

Come vi accennavo all’inizio, se avete un bimbo e volete spostarvi vi consiglio di noleggiare un’ auto,  perchè i bimbi sul mare si stancano parecchio e anche una piccola dormita di 10/15′ sul sedile , nei trasferimenti, li rigenera e se gli facciamo evitare il caldo è pure meglio . Non abbiamo mai preso mezzi pubblici ma non saprei dirvi se sono puntuali e se sono pieni, di sicuro nei periodi di maggior affluenza non deve essere semplice… le strade poi sono piccole e code e file possono generare ritardi…

Arrivati a Fira parcheggiamo l’auto al parcheggio n°8 (sono numerati) e  scaricate le valigie all’hotel Thira  ci facciamo un giretto in centro. I turisti, moltissimi americani, invadono i saliscendi , i ristorantini e le jacuzzi…..durante la cammiata si gode di un ‘incredibile vista sul mare  con al centro le isole e la caldera del vulcano raggiungibile con le barche tramite le escursioni dal porto che sta più in basso.

Leica TL

Per raggiungere il porto si può usare una cabinovia o in alternativa si può scendere da una scalinata di oltre 500 scalini facendo attenzione ai “ricordini” lasciati dai muli. L’incredibile numero di turisti ha reso gli scalini di pietra lisci e scivolosi… il mio osso sacro ne sa qualcosa…. quindi fate attenzione…

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Fira, 6 scatti a mano libera uniti , Leica TL

Fira è costruita sulla roccia , e si allunga sul promontorio con le sue tipiche casette bianche e le chiesine coi tetti blu.   Cena al cinese… al cinese? Caspita , dopo 3 giorni di arrosti misti e pesce ci andava di cambiare un po’ e abbiamo trovato un ottimo ristorantino dove il bimbo ci ha sorpreso… ha mangiato tagliolini alla piastra, ravioli , riso, involtini…. il mare mette appetito…

La mattina seguente siamo stati alla spiaggia di Monolithos perchè avevamo letto che fosse adatta per i bambini, infatti viene segnalata come FAMILY BEACH.

La maggior parte delle spiagge a Santorini , essendo di origini vulcaniche, sono composte da sassolini e sassotti levigati che vanno da 3mm a 10 cm e dopo 3 metri dalla riva hanno già una profondità di 2 metri. Questo vuol dire che dobbiamo sempre fare attenzione ai bimbi piccoli che non sanno nuotare , perchè rischiano di trovarsi con l’acqua alla gola dopo pochi metri .

Monolithos Beach invece è una spiaggia di sabbia fine e scura che ha una profondità di 30/50 cm per una cinquantina di metri dalla riva . Questo la trasforma in un brodo caldo e piacevole adatto quindi ai bimbi anche piccoli che non sanno nuotare. E’ pulita, ha strutture e bar dove procurarsi ombrelloni ,bibite e panini a prezzi modici.

La sera , dopo una doccetta in albergo andiamo verso Oia , altra cittadina meravigliosa… Se Fira ha un numero di turisti ancora accettabile, Oia risulta assai più affollata.

Leica TL

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Oia,  scatti con testa panoramica Nikon Coolpix A

Decidiamo di vedere il tramonto da un piccolo rudere su un promontorio , ma via  via che il sole si abbassa si riempie all’inverosimile di turisti che si piazzano su tutti i bordi, muri, tetti , anche in maniera pericolosa con la fotocamera in mano… arrivano pure dei liceali americani con bocce di vodka, panini e sacchi di ghiaccio a far bisboccia…. l’aria si fa pesa…. prendiamo i panini e ci troviamo un posto dove mangiare in pace… tanto in ogni caso non avremmo potuto vedere il tramonto se non sulle spalle di un turista….

Scendo dalla scalinata a piedi che si accendano le luci .

Prendo la testa panoramica ,la Nikon Coolpix A e scatto alcune sequenze di scatti .

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Oia, 12 scatti con testa panoramica e Nikon Coolpix A

Si fa tardi, il bimbo è stanco e ci dirigiamo alla macchina.

Primo intoppo….. noleggiare un auto può essere anche un problemino, se la batteria decide di abbandonarci…. chiamiamo il servizio di noleggio che manda un ragazzotto con un kit e una batteria per far ripartire l’auto… al secondo tentativo riusciamo a ripartire ma non dobbiamo far spengere l’auto altrimenti siamo fritti… ormai è tardi , è notte , la strada è molto pericolosa, con salite e discese ripide… riusciamo a tornare nel parcheggio dell’albergo dopo 20 minuti. Batteria morta stecchita, il giorno dopo mi cambieranno l’auto con una Micra col cambio automatico.

La mattina seguente , dopo aver acquistato i biglietti per il tour del vulcano ci dirigiamo verso la cabinovia che ci scende al porto per prendere l’imbarcazione.

Leica TL

Il tour comprende una sosta sull’isola dove c’è il centro del vulcano Nea Kameni , una sosta alle sorgenti termali (hot springs) a Palea Kameni , una pausa con pranzo all’isola di Thirasia, una fermata al porto di Oia e il ritorno a Fira. Costo 26 euro a testa.

Partiamo dalla sosta all’isola Nea Kameni… ci aspetta una camminata sotto al sole di 40 minuti all’andata con 2 soste per vedere il paesaggio… ne vale la pena? Mah… si cammina sotto al sole , tra una sassaia incandescente in paesaggio marziano….

Leica TL

non vi aspettate certo di vedere effetti pirotecnici o lava incandescente…. al massimo uno sbuffettino di vapore da un buchetto ne terreno …  voto 6.

Rimontiamo in barca e andiamo a fare un tuffo nelle Hot Springs…..  non è previsto attracco… solo per chi sa nuotare e si fa 10 minuti di nuoto senza toccare …. alla fine si arriva ad un’insenatura piena di turisti che nuotano in una brodaglia rossastra.

Leica TL

Quando riusciamo a toccare il fondo con i piedi sembra di camminare nella marmellata, una sorta di fanghiglia melmosa formatasi dalla grande presenza di ferro che rende l’acqua di un colore tra l’arancio scuro e il Terra di Siena … la temperatura dell’acqua era perfino inferiore di quella della spiaggia di Monolithos…. Se avete bimbi piccoli , uno dei genitori deve rimanere sulla barca e non c’è il tempo per fare un cambio con chi ha deciso di tuffarsi, la barca riparte dopo 15/20 minuti….Voto 5

Ci dirigiamo verso l’isola di Thirasia per un pranzo e un bagno. Ci sono diversi ristorantini, la maggior parte vicino al porticciolo. E’ anche possibile visitare la parte alta dell’isola ma con quel caldo servirebbe l’aiuto dei muli ma ci sembrerebbe di fargli uno spregio … optiamo per un gyros di pollo ad un chiosco e una Mythos da 500ml.

Il sole picchia senza pietà e un bagno nell’acqua cristallina è quello che ci vuole….

…  un rapido giro per cogliere qualche particolare colorato e si riparte perso Oia per un pit stop , poi ritorno a Fira.

Leica TL

Nel tardo pomeriggio facciamo un tratto di strada e passiamo da Imerovigli… il percorso completo durerebbe 2-3 ore, parte da Fira e arriva fino ad Oia, per me improponibile di Luglio/agosto o com prole al seguito……. ….probabilmente in un  altro periodo o la mattina presto sarebbe stato anche piacevole ma con quel caldo già arrivare fino a Imerovigli e scendere un tratto di scalinata verso il mare  era il massimo che potevamo fare senza sudare le 7 camicie.

Leica TL

le curve dei tetti bianchi s’intersecano come schizzi di Picasso e nell’ora blu si tingono di azzurro…

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Leica TL

I fili della luce tesi dai pali come un pentagramma piegato

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Leica TL

L’ultimo giorno, andiamo sul sicuro con la spiaggia di Perissa e doccia sulla spiaggia per toglierci il sale dalla schiena. Le spiagge con ombrelloni  hanno anche un box / spogliatoio dove è possibile togliersi i vestiti bagnati e mettersi qualcosa di asciutto. Decidiamo di fare un ‘ultima esperienza con una degustazione di vini locali in un’azienda vinicola con galleria d’arte annessa.

Si chiama Art Space Winery e dopo una visita guidata all’interno delle fresche gallerie sotterranee dove vengono esposte foto e quadri di artisti locali si possono degustare e/o comperare le varietà di vino prodotte con i vitigni autoctoni. 6 degustazioni con piccoli assaggi di vino e crostini con conserva di pomodori locali con 10 euro a testa. Esperienza interessante che consiglio.

Abbiamo anche acquistato 2 bottiglie di un dolcissimo vinsanto  , tipico dell’isola.

Saluti , baci e abbracci, riconsegnamo, anzi, lasciamo con le chiavi sotto al tappetino, la macchina all’aeroporto. Comunichiamo il parcheggio all’agenzia e facciamo il check-in nel piccolissimo aeroporto… talmente piccolo che non sappiamo nemmeno dove aspettare l’imbarco…. non arrivate troppo presto, rischiate di stare al caldo o stipati come sardine davanti al gate….

Addio Santorini , calda, straordinaria isola colorata!

 

Leica TL , piccola, scontrosa, sfiziosa.

Ieri mi è arrivata la Leica TL , che va a far compagnia alla Gloriosa M6 e alla sorella digitale Monochrom. Un ringraziamento allo staff di NOC Milano per la professionalità e la velocità con la quale hanno gestito la vendita e la spedizione dell’oggetto.

La versione TL , segue la versione T del 2014 , e ha fatto la sua comparsa ad inizio 2017 con un prezzo di listino di oltre 1600 euro solo corpo, una cifra forse un po’ troppo alta se si pensa alle prestazioni delle concorrenti , spesso superiori come dotazioni e con sensori aps-c da 20/24 megapixels,  in alcuni casi perfino stabilizzati .

Avendo la Monochrom l’ho acquistata per avere una macchina che scattasse sul formato digitale a colori con gli obiettivi Leica M , ma soprattutto per curiosità visto la particolarità dell’oggetto.

Questa macchina è infatti costruita in modo davvero originale, viene ricavata da un singolo blocco di alluminio e scavata tramite macchine a controllo numerico CNC .

 

L’altra particolarità è la lavorazione finale che nel caso della versione in alluminio non è altro che una levigatura a mano per ben 40 minuti per ogni esemplare prodotto.

Per i curiosi c’è un video che dura oltre 40 minuti in cui si mostra un addetto Leica che pazientemente si mette a lavorare questa carcassa di alluminio con lime e carta vetrata sotto ad un getto di acqua corrente… roba da non credere…

Tralasciando questi particolari davvero unici legati alla sua realizzazione ero curioso di vedere come si comportasse dal punto di vista della “qualità dell’immagine”  dal momento che l’avrei usata con gli obiettivi delle sorellone e non con gli obiettivi Autofocus della serie TL  dedicati.

Visto che gli obiettivi M che possiedo non hanno la codifica 6 Bit sulla baionetta ho ritenuto superfluo acquistare l’adattatore originale Leica dal costo forse un po’ esoso di 400 euro, ma ho optato per un banale anello di alluminio che costa 1/8 circa rinunciando alle informazioni sul diaframma in fase di scatto…. ma abituato alla pellicola non credo che ne sentirò la mancanza.

Il sensore che monta non è un full frame ma un Aps-c da 16 MP che conosco molto bene dal momento che viene montato anche sulla Nikon Coolpix A  , macchina che possiedo da 4 anni .

Il sensore CMOS senza filtro AA permette facilmente di recuperare le alte luci e ha un dettaglio e una resa eccellente fino a 3200 iso, 6400 usabili ma con qualche compromesso.

Cosa salterà fuori da un summicron 50 , noto per essere tra i migliori, se non il miglior 50 mm mai prodotto su un sensore che ne sfrutta solo la parte centrale, cioè la parte migliore? Ora, premetto che il summicron serie V  dal punto di vista della nitidezza è qualcosa di SPAZIALE , e merita di essere agganciato all’incredibile sensore senza matrice RGB della Monochrom, che è una delle poche Leica in grado di esaltarne le caratteristiche di microcrontasto e risolvenza senza che l’immagine sia compromessa dall’algoritmo di demosaicizzazione della matrice di Bayer del resto dei sensori in commercio.

Detto ciò passiamo alle immagini, tenendo presente che sono state realizzate sia col summicron 50 suddetto, sia con l’elmarit 28mm versione 4 pre asferico, lenti di una ventina di anni fa per intenderci….

Per prima cosa sono saltato in bici e mi sono diretto verso l’edificio diroccato vicino a casa mia dove vado a testare tutte le macchine,  gli obiettivi che possiedo appena mi passano per le mani.

La prima cosa che noto è la facilità con la quale si può sfruttare la messa a fuoco millimetrica del summicron che diventa un 75mm F2  (su pieno formato equivarrebbe ad un F3 come profondità di campo) , tramite il FOCUS AID , una funzione che si attiva tramite una delle due rotelle e permette di ingrandire il particolare X3 o X6 , stessa cosa per l’elmarit 28 che diventa uno strano 42mm F2.8 , una specie di tuttofare .

La qualità delle anteprime ai diaframmi più performanti mi lascia davvero sorpreso e decido di portarmela dietro anche la sera per un test a tutta apertura.

Con me avevo solo il summicron 50mm,  che la piccola mirrorless non riconosce come focale essendo senza anello adattatore e senza baionetta codificata , ma se ne frega e scatta come se nulla fosse.

Avendo impostato la modalità P con AUTOISO la TL si inserisce un tempo di sicurezza di 1/100 sec e varia gli iso in base alla luce della scena e quindi in base alla ghiera del diaframma sulla lente.

 

La prima cosa che noto è la meraviglia dello sfuocato che possiamo regolare a piacimento col fuori fuoco . Per chi viene dal mondo della pellicola o dalle reflex questi giochi di luce sono uno spettacolo che vale i soldi spesi per l’oggetto, punto e basta.

La resa agli alti iso è entusiasmante anche se il summicron a tutta apertura aiuta e parecchio visto che oltre a far entrare un sacco di luce, mantiene una nitidezza senza incertezze e SOPRATTUTTO perchè con il FOCUS AID si può mettere a fuoco con precisione il particolare voluto.

Un dubbio mi assale….. il futuro è mirrorless. Il sistema M vacilla…

Troppi vantaggi….

Adoro i colori di questa piccola meraviglia , mi ricordano la resa delle pellicole negative fuji  a colori …

Detto ciò mi piacerebbe capire cosa è passato nella mente al progettista del software che gestisce la TL quando non ha messo la possibilità di scattare solo in DNG… e difatti mi tocca tenermi i DNG e i Jpeg per ogni scatto.. il che non ha senso dal momento che la macchina si rallenta e non è un “fulmine di guerra” , diciamocelo…

Come non capisco perchè non si può disabilitare l’autopreview dopo lo scatto, o meglio continua a farti vedere la foto scattata anche se metti OFF alla preview….

Nonostante abbia installato l’ultima versione di firmware disponibile, la 2.2.

Bug noiosi che in 10 minuti uno sviluppatore di software risolve… assurdo..

Poi leggo che la TL2 ha la possibilità di scattare solo in DNG…. ma allora mi prendete per il c..  !

Insomma alla fine sopravviverò anche al complicatissimo Menù touchscreen e con un attenta lettura del manuale riuscirò anche a connetterla al mio smartphone e comandarla con la sua app android o alla rete WIFI di casa… forse… ma mi toccherà tenermi gli inutili file jpeg…. misteri Leica….. c’è poco da fare o si ama o si odia…..

Il test Continua… ho strapazzato la TL e il Summicron 50 versione V nella peggiore delle situazioni…poca luce ambiente… picchi di luce intensa e massima apertura….

Non vi nascondo che a tutta apertura è stata dura tenere a bada l’aberrazione cromatica e sopratturro il Purple fringing.   Appena trovata la combinazione giusta tra le impostazioni di lightroom sono riuscito a togliere praticamente tutti i problemi applicando un  Preset ad ogni foto scattata ad F2, con piccoli aggiustamenti…

Nei casi più estremi ho dovuto abbassare anche la saturazione allo slider del viola e del magenta… devo dire specialmente sul viola si registravano i maggiori problemi…. però che lente ragazzi e che colori!!!!