Leica Super-Vario-Elmar-TL 11–23 f/3.5–4.5 ASPH

Dopo aver acquistato il Vario-Elmar-TL 18–56  e l’APO-Vario-Elmar-TL 55-135 ho deciso di ampliare le focali del sorprendente sistema T  TL  CL  con il Super-Vario-Elmar-TL 11–23 f/3.5–4.5 ASPH.

A dire il vero il piccolo 18-56 mi aveva davvero accontentato ma essendo un amante delle focali ultragrandangolari non ho potuto resistere alle nuove focali e mi sono deciso. Non so proprio da che parte cominciare….. mi immagino che tutti vorrebbero sapere se una lente con queste focali equivalenti, che ricordo essere 16,5mm – 35 mm , sia anche nitida… e vi accontenterò subito: è nitida, molto nitida, più di quanto mi sarei aspettato, ma considerato la qualità degli altri due zoom non poteva che essere così.

Negli anni ho avuto la fortuna di maneggiare delle bellissime lenti grandangolari,  fra le più performanti mai prodotte, ricordo con piacere il Distagon 40mm CF su Hasselblad CM, il Leica Super Elmar 18mm , il Nikkor 14-24 2.8 su D800 che francamente ho sempre considerato uno dei migliori zoom ultragrandangolari in commercio, in grado di superare anche le lenti fisse Nikkor per nitidezza e risolvenza a tutte le focali equivalenti. Il problema del nikkor 14-24 che poi mi ha portato alla sofferta decisione di rivenderlo è stato il peso , l’ingombro e quella semisfera di vetro gigantesca anteriore che usciva addirittura dall’ingombrante paraluce creando spesso dei flare difficilmente recuperabili. Ho semplicemente valutato quante volte lo lasciavo sullo scaffale invece di portarmelo dietro a causa del suo peso e del volume che mi occupava nella borsa.

Capirete quindi che le aspettative erano alte e la possibilità di rimanere deluso idem…. diciamo che l’asticella era ben piazzata in alto… ma in soccorso arriva la soprendente CL e l’altrettanto mitica T di leica col suo sistema progettato per lenti e sensori da oltre 60 linee/mm.

Lo zoom si presenta con un’ ottima costruzione , l’esterno tutto in metallo, compatto e con la parte anteriore di 2 cm circa più larga rispetto al corpo della lente. Focheggiando lo zoom si allunga , questo scopre il suo interno come un collo di metallo che si allunga di qualche centimetro, nulla di preoccupante , anche perchè la costruzione impeccabile e robusta già l’avevo testata sulle altre due ottiche TL in mio possesso. La ghiera è fluida ma stabile , non si allunga anche tenendolo appeso, diversamente da altri zoom più economici.

Viene fornito del suo paraluce , stabile , che protegge la lente frontale da indesiderati flare.

Una curiosità appena si prende in mano si nota che quando è nella posizione più compatta la focale diventa un 23mm e non un 11mm… se si vuole passare alla focale minore si dovrà allungare, che è un po’ il contrario di quello che succede con gli altri zoom.

Quando si apre e si chiude si sente lavorare le guarnizioni che tengono ben sigillato il tubo che rientra e fuoriesce evitando infiltrazioni di polvere.

L’autofocus lo trovo veloce e preciso e non ho mai avuto difficoltà ad agganciare i soggetti.

Quello che ho imparato negli anni con queste lenti così spinte è che padroneggiare la messa a fuoco non è così immediato e vi spiego il perchè.

Quando portate la lente alla focale di 11mm (16,5mm equivalenti) si ha un angolo di campo di circa 103° e la scena inquadrata si allarga sul lato lungo e su quello corto fino ad includere oggetti che sono molto vicini o molto lontani dal punto dove andiamo a mettere a fuoco genericamente e che si trova al centro del mirino. Questo porta il fotoamatore meno esperto a focheggiare più lontano di quello che andrebbe fatto  sbagliando i limiti la profondità di campo necessaria ad inquadrare tutta la scena o parti di essa.

Questo errore di messa a fuoco si ripercuote specialmente sui bordi estremi e fa credere che la lente non sia abbastanza nitida ai confini dell’immagine ma non è assolutamente così.

Con un po’ di pratica notai che se focheggiavo nel punto più vicino che rientrava nell’inquadratura e facevo lavorare la lente con i diaframmi più adeguati per avere una profondità di campo che includesse i bordi e i soggetti in primo piano,  le prestazioni generali ai bordi della scena aumentavano esponenzialmente. Il risultato è facilmente ottenibile con qualsiasi ultragrandangolare e questo piccolo gioiellino necessita della stessa accortezza nella messa a fuoco.

Per quanto riguarda le prestazioni generali io ho una visione molto pratica , legata soprattutto alla capacità o meno che ha una lente di essere lavorata col programma di postproduzione che uso quasi esclusivamente , in questo caso Adobe Lightroom.

Come tutti i files .DNG che escono dalla mia attrezzatura Leica riesco a lavorarli in maniera scrupolosa ed affinare anche il microcontrasto in maniera molto precisa. In sintesi vi posso dire che la lente non vignetta , non ha distorsioni parassite dal momento che  vengono corrette dalla macchina che naturalmente assegna un profilo lente incorporato….  non ha purple fringing residuo, non ha flare indesiderati o aberrazioni rimanenti dopo i soliti interventi di postproduzione minimi che applico ad ogni foto del mio archivio. Anche ad 11mm non mostra debolezze sugli angoli estremi e chiudendo il diaframma già da F6.3 ad F8 si hanno gli angoli estremi completamente nitidi  in quasi tutte le situazioni senza sfrangiature o sdoppiamenti. Ha una messa a fuoco minima di soli 20cm e lo sfuocato che produce non è affatto male.

Naturalmente la caratteristica che vado cercando in una lente del genere non è lo sfuocato ma la nitidezza da bordo a bordo e  proprio per l’utilizzo che intendo farne… foto di interni,  paesaggistica .

La resa dei colori è molto moderna , brillante , intensa. Un altro grande vantaggio che ha questa lente rispetto ai grossi equivalenti per full frame è la possibilità di montare filtri senza vignettare . Io ad esempio odio i paraluce e i tappi e mi sono abituato da sempre ad avere la macchina fotografica con la lente montata subito pronta all’uso nella borsa per cui ho installato su tutte una buona lente UV, consiglio B+W MRC 010 Slim. Ma vanno benissimo anche Multicoated Hoya o Marumi.

Non ho mai riscontrato percettibili cali di qualità con i filtri montati, o particolari effetti collaterali nella maggior parte delle situazioni tranne in situazioni di scarsa luminosità e una forte luce puntiforme nella scena che a quel punto si sdoppierà. Preferisco però una protezione aggiuntiva sulla lente per evitare polvere , graffi o urti.

I tappi delle lenti Leica TL sono curvi sulla parte anteriore invece di essere piatti e ciò rende impossibile appoggiare la lente su un tavolo senza farla vacillare pericolosamente… per me inutilizzabili…

Ma veniamo ai test sul campo… ho utilizzato la lente su Leica T col suo sensore da 16mp e devo dire che la presenza del mirino opzionale visoflex da veramente una mano nel comporre la scena tenendo le linee cadenti dritte grazie alla possibilità di abbassare la macchina e tenere l’oculare per verticale e il piano focale sempre a 90° rispetto al terreno senza sdraiarsi a terra.

 

 

 

Anche negli angoli estremi il file è robusto e dettagli come linee e piccoli soggetti non subiscono sdoppiamenti.

 

Successivamente l’ho montata su Leica CL per sfruttare la maggiore risoluzione da 24mp e ho ottenuto risultati altrettanto eccellenti.

ho poi cercato un soggetto volutamente complesso come un vecchio ponte , con zone di messa a fuoco vicine e lontane , ad 11mm e ho provato a chiudere il diaframma da F6.3 a F10…  di nuovo  tutto il frame risulta nitido e nessun effetto collaterale da registrare…

 

le prove continuano…

Leica Vario-Elmar-TL 18-56 F/3.5-5.6 ASPH

Scheda Tecnica

Fra tutti gli zoom che mi è capitato di usare su APS-C , questo è di gran lunga il migliore. Leggero, compatto ma soprattutto nitido, davvero molto risolvente anche ai bordi.

Leica dice che questo zoom tuttofare sarebbe costato oltre 3000 euro se fosse stato costruito in Germania, quindi se lo è fatto costruire in Giappone su loro specifiche per abbassare i costi e non renderlo davvero fuori mercato.

Qualcuno sarebbe disposto a spendere 3000 euro per uno zoom del genere? Decisamente difficile… 1600? Vediamo…

Ho cercato un po’ in rete e ho scoperto che non  è costruito da Panasonic come molti credono ma da un’azienda giapponese che Leica non ha mai rivelato. Il prezzo di listino si aggira intorno ai 1600 euro (dai 900 ai 1200 euro per un esemplare usato in base alle condizioni) che è davvero un’eccezione per una lente con questi valori massimi di apertura del diaframma. Per un decimo del suo costo si può acquistare da un brand concorrente uno zoom con le stesse caratteristiche , almeno sulla carta, e pure stabilizzato.

Cos’è che rende speciale questa lente? La qualità innanzitutto, come detto è sorprendente , tanto che nelle foto scattate fino adesso  non ho mai trovato irrecuperabili difetti di aberrazione  , purple fringing o mancanza di dettaglio .

Facciamo una premessa.

Sono più che convinto che con l’avvento del digitale e dei programmi di elaborazione dei file RAW , l’industria ottica abbia considerato la possibilità di correggere una parte dei difetti dell’ottica a livello software, addirittura già dal file RAW in macchina risparmiando notevolmente nell’utilizzo di materiale pregiati . Questi parametri vengono già applicati dal software di elaborazione all’interno della macchina fotografica che riconosce la lente e oltre alle classiche correzioni della distorsione, vignettatura, aggiunge anche il miglioramento della nitidezza/astigmatismo sui bordi, la riduzione dell’aberrazione ecc…

Detto ciò , visto che la nostra immagine passa attraverso il programma di elaborazione/archiviazione preferito perchè non sfruttare tutta la tecnologia che abbiamo a disposizione? Sarebbe assurdo non farlo.

Immaginate poi se un’azienda riesce a creare una lente, complessa come uno zoom con tanti elementi che si muovono su e giù, superfici asferiche, tra mille compromessi , però  tenendo conto che applicherà successivamente migliorie sul file in base ai parametri di scatto, focale, diaframma, distanza di messa a fuoco.

Il futuro è questo… sempre più software a darci una mano .

Con questo enorme aiuto dato dai software di elaborazione immagine, pilotati da processori potentissimi cosa succede se creiamo uno zoom utilizzando materiali di prima qualità? Succede che avete per le mani il Leica Vario-Elmar-TL F/3.5-5.6 ASPH , un piccolo gioiellino.

Nella serie di obiettivi TL avevo adocchiato anche l’Elmarit 18 ASPH 2.8 , ma dopo una settimana di prove direi che sta un gradino sotto al nostro zoom pur essendo un fisso.

L’ Elmarit 18 ASPH 2.8 ha più aberrazione, più astigmatismo, meno nitidezza ai bordi del 18-56 , però col vantaggio di mezzo stop sulla luminosità massima. A livello di portabilità il 18 è veramente come non averlo…. ma diciamocelo anche il 18-56 è veramente compatto , leggero abbastanza per tenerlo al collo un giorno intero assieme alla T o alla CL  ma con un range di focali molto più ampio.

Sul campo la lente si comporta davvero bene in ogni situazione….. regge bene ai controluce… ha uno sfuocato piacevole  creando davvero uno stacco notevole tra nitidezza e morbidezza…. la resa dei colori è neutra , senza dominanti calde o fredde…

cliccate in basso a destra delle anteprime e scaricate i file al 100%.

 

 

 

… ma soprattutto è nitido,  molto nitido, da bordo a bordo  ….

Utilizzando  il sistema M , sia a pellicola che digitale da anni avevo acquistato anche il bellissimo Super Elmar 18mm F 3.8 pensando di usarlo sui corpi APS-C con apposito adattatore per ripristinare il tiraggio.

Se vi dovesse venire in mente sappiate che il leica Super Elmar 18mm ha  l’inclinazione dei raggi luminosi ottimizzata per il tiraggio e i sensori montati sulle M , perciò ha una resa ottima su M a pellicola, M9, M240, M10 e soprattutto Monochrom dove da il meglio di sè.

Contrariamente a quanto uno pensa, cioè che una lente grandangolare ottima su full frame sia davvero eccellente su formato ridotto,  proprio per il fatto di prendere solo la parte migliore scartando i bordi, qui non da il massimo , specialmente sugli estremi del sensore APS-C.

Quindi vi ritroverete un vetro da 3500 euro che su pieno formato ha una nitidezza e una resa tipicamente Leica ma su APS-C non arriva assolutamente a livelli che ci si aspetterebbe agli angoli, a patto di usarlo da f10 in sù, cosa che lo rende davvero zoppo.

Morale della favola… se cercate un 28mm equivalente su APS-C il 18-56 è la scelta migliore dal momento che ha la qualità indiscussa delle ottiche Leica e la dinamicità di uno zoom tutto fare. Come per il 55-135, questo zoom non deve spaventare per la sua apertura massima relativamente bassa dal momento che gli ultimi sensori sono in grado di mantenere una qualità discreta fino a 6400 iso.

Valori che per chi viene dalla pellicola sono oltre ogni aspettativa…. a 18mm (28mm equivalenti) F 3.5 potete scattare a 1/30 sec evitando il mosso e fino  6400 iso praticamente in ogni ambiente, fidatevi…

Tornando al nostro piccolo zoom, lo considero, assieme al 55-135 APO della stessa serie TL, una lente da possedere nel corredo della T o CL  e se vi dicessero, che siete dei folli perchè avete speso  1600 euro in uno zoom fategli vedere gli scatti sopra, sono assolutamente paragonabili ai migliori zoom per fullframe F 2.8 con focale equivalente ma con un terzo del peso e della dimensione…. ed ecco perchè sono 1600 euro ben spesi…

 

Leica APO-Vario-Elmar-TL 55-135 F 3.5-4.5 ASPH

Il 55-135 APO è sostanzialmente l’equivalente di uno zoom 80-200 su pieno formato.

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Quella sigla APO , sta ovviamente per apocromatico ed è presente solitamente negli obiettivi di maggior pregio e costo per via del particolare schema ottico, che presenta aberrazione cromatica in misura estremamente ridotta che si ottiene con particolari accorgimenti e vetri pregiati che possono utilizzare come in questo caso superfici asferiche.

Oltre ad essere molto nitido e risolvente, questa lente ha un bellissimo bokeh , pastoso , una resa dei colori molto piacevole, mai forzata ed una tridimensionalità tipica delle lenti Leica di fascia alta.

L’ho voluto mettere alla prova sulle colline toscane e le crete senesi e dopo i primi scatti mi sono accorto che essendo molto inciso , vista anche la densità del sensore della Leica CL  (24mp su 24mmx16mm , superiore alla densità della Q2 e della futura SL2), dovevo alzare i tempi minimi a 1/400 sec  per trarne maggior beneficio e non rischiare un micromosso che avrebbe vanificato i vantaggi di tale perfezione ottica.

Con questa lente e la CL consiglio di lavorare con la funzione auto-iso 1/3f , cioè i tempi con l’inverso della focale X 3 che la macchina si calcola da sola  in automatico.

Grazie ai passi avanti dei sensori aps-c di ultima generazione in grado di competere ad alti ISO con le sorellone a pieno formato, si riesce a gestire situazione al limite dei 3200/6400 iso senza particolari difficoltà.

Forse si sente la mancanza della stabilizzazione , obbligandoti a lavorare alla massima focale con tempi superiori all’inverso della focale e ad almeno 1/320 sec. , meglio 1/400 sec. Probabilmente la funzionalità in questione verrà implementata da Leica direttamente sul sensore delle prossime aps-c , com’è infatti l’ultima tendenza delle altre case produttrici …. vedremo…

Per me questa lente, assieme al 18-56  e alla Leica CL forma un corredo aps-c   da 28mm a 200mm equivalenti …. come qualità e nitidezza ha superato perfino la d800 col 70-200 VR 2.8… e sta tutto in una borsina.

Santorini

Vorrei raccontarvi la nostra esperienza di viaggio a Santorini e darvi qualche consiglio su come passare una vacanza tipo di 7 giorni sull’isola.

Se siete appassionati di fotografia il primo consiglio che mi sento di darvi è “less is better”, portatevi una compatta tuttofare e vivete felici… al massimo una reflex con uno zoom 28-70  o due compattine di qualità con obbiettivi fissi sarebbero il top. Io ho optato per una Nikon coolpix A con 18mm F2.8(un 28mm equivalente sul formato 35mm) e una Leica TL con un summicron 50 che su APS-C equivale ad un 75mm F2, un medio tele luminoso. Diciamo che col senno di poi non mi sono pentito della scelta e ho sopportato anche il peso EXTRA senza sacrificio.  Essendo un appassionato di panorami avevo portato anche un piccolo cavalletto e una Pocket-Pano, una testa panoramica con punto nodale calcolato per la Coolpix A e il suo 28 equivalente per comporre facilmente dei paesaggi panoramici ad altissima risoluzione. Il cavalletto e la leggerissima testa panoramica li portavo con me solo alla sera, per il resto del tempo rimanevano in albergo/appartamento rendendo più leggero il corredo fotografico. Altro consiglio che vi do: portatevi dei sandali di gomma tipo Crocs che potete portare anche in acqua senza che vi escano dai piedi. Lasciate a casa snickers e scarpe eleganti…  Valutate se noleggiare un auto in base agli spostamenti che avete intenzione di fare… i mezzi pubblici ci sono ma nei mesi di alta stagione rischiate di rimanere sotto al sole , sul ciglio di una strada ad aspettare un BUS pieno di gente… se avete una settimana, con un’auto  potete vedere tutte le città principali, le maggiori attrazioni e rilassarvi sulla spiaggia senza preoccuparvi degli orari dei BUS…. se avete un bimbo o due ve la consiglio… se siete in 4 , con una coppia di amici prendetela senza pensarci 2 volte… il costo varia da 200 a 500 euro per 7 giorni in base alla compagnia e alla macchina che scegliete.

Aeroporto di Peretola, sala d’aspetto Leica TL

Arriviamo a Santorini in tarda sera. Avevamo riservato un’auto da prelevare all’aeroporto ma non c’era nessun ufficio della nostra compagnia , nessun addetto con cartello e il nostro nome ad aspettarci… Ok primo problema… Telefoniamo ad un numero e con un inglese stentato riusciamo a capire che l’addetto si scusa per l’inconveniente e che la nostra macchina si trova nel parcheggio dell’aeroporto…. Non ci si può sbagliare… È gialla, piccola, aperta e con le chiavi sotto al tappetino del guidatore… Serbatoio pieno… Al telefono mi rassicurano: “prendetela pure poi domattina passiamo noi a farvi firmare il contratto al vostro appartamento” …. Una fantastica matiz giallo limone con riverniciatura a bomboletta… Parte alla prima, rumoreggia, sobbalza ma il suo lavoro lo fa… Arriviamo dopo pochi minuti a Villa Nefeli, il nostro appartamento in Perissa….

Appartamenti a Perissa ,  Leica TL

Un caldo opprimente in camera e pensiamo subito alle notti insonni che ci sarebbero aspettate, grondanti di sudore e invece 5 minuti dopo aver aperto le finestre la brezza marina rende la temperatura della camera sopportabile, anzi piacevole. Il tempo di sistemare i bagagli e la proprietaria arriva con un piatto di cocomero fresco… Usciamo e ci incamminiamo verso il lungomare strapieno di locali, pub, ristorantini di tutti i tipi…. La mattina dopo firmiamo il contratto col noleggiatore di auto sul cofano dell’auto dopo esserci dati l’appuntamento con WhatsApp e ci dirigiamo verso la spiaggia a piedi per noleggiare un ombrellone… E scopriamo che molti li offrono gratuitamente se ti impegni a consumare il pranzo nel loro ristorante… Detto fatto… Abbiamo passato una bellissima giornata… Pranzo ottimo, prezzo onesto, acqua pulitissima, spiaggia non affollata, mare calmo adatto anche ai bambini.. La sera dopo una bella rosolatura alla schiena e ai piedi(non dimenticherai mai le temperature che raggiunge la sabbia nera delle spiagge di Santorini) decidiamo di andare a Pyrgos… Cittadina molto carina…. piacevole perdersi tra i vicoli e i saliscendi…

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Pyrgos, testa panoramica e Nikon Coolpix A

Le Chiesine, le terrazze che si affacciano sulle viuzze che hanno come sfondo il mare e il tramonto trasforma l’azzurro in sfumature color pesca.

Pyrgos, Leica TL

Cena mezza tragedia… Andiamo in un bar pizzeria e ci servono una pizza che sembra surgelata con l’aggiunta di qualche ingrediente extra… No comment…. Annaffio abbondantemente con una Mythos da mezzo litro per dimenticare…

Terzo giorno, obiettivo le tre spiagge segnalate dalla guida : Red beach, White beach e Black beach, le ultime due raggiungibili solo tramite barca… Arriviamo al piccolo porticciolo di Akrotiri dove imbarcarci verso le 9.30…. Scopriamo che la prima traghettata parte alle 10.30… E ci facciamo una bevuta al bar…

Leica TL

Con 10 euro a testa vi portano e vi riportano alle tre (poi scopriamo essere 2) spiagge fino alle 5 di pomeriggio, ultima corsa per tornare al porticciolo… La prima spiaggia che incontriamo è la Red beach, affollata, piccola, acqua torbida solcata dalle onde…. Non scendiamo.. Ma anzi montano pure quelli che l’avevano raggiunta a piedi(l’unica raggiungibile con 30 min di cammino) in cerca di maggior fortuna…. prezzo per i nuovi passeggeri sempre 10 euro… La beffa… Si scende e si sale al volo… Bagno assicurato… Anziani meglio evitare… Si riparte… Arriviamo alla White beach… Sostiamo a 30 metri dalla spiaggia… Cioè da una striscia di ciottoli bianchi di 5 metri di profondità e 40 di lunghezza…. La barca non attracca… Vedere ma non toccare…. la White-Fake-beach……Poi se proprio volete vi tuffate e la raggiungete a nuoto…. Per il ritorno si sta alla sorte…. Ok tutti verso la Black beach… I colori delle spiagge sono dati dalle scogliere rocciose che li sovrastano…. Rosse, bianche  e nere…

White and Black ,Leica TL

Scendiamo al volo da una scaletta mentre la barca ondeggia tra i cavalloni… Scene da sbarco in Normandia con anziana che rimane bloccata sulla scaletta…. Caviglie slogate sugli impietosi ciottoli viscidi… Ombrellone 5 euro… faccio un giro esplorativo….

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Black Beach , 6 scatti a mano libera con Leica TL uniti

Ma subito ci accorgiamo che qualcosa non va… Acqua torbida…. Cavalloni improvvisi… Spiaggia che sprofonda dopo 1 metro… Corrente che ti trascina e ti sbatacchia con forza sul ciottolame…. Dulcis in fundo mega cavallone che stende un’anziana messicana mentre la figlia torna dal baretto col cocktail in una mano e bastone da selfie nell’altra… Il bimbo trascinato pure lui…. Decidiamo di smobilitare subito… Rimontiamo su una barchetta (ne passa una ogni 30 minuti) e via al porticciolo di partenza…. Pessima esperienza…. Di sicuro non da fare con bimbo piccolo, che non sa nuotare o con anziani semoventi… Pensiamo ad un ripiego per non perdere la giornata e ci dirigiamo verso la vicina spiaggia di Vlichada…. Parcheggiamo la Matiz giallo limone e ci dirigiamo verso la spiaggia infuocata, anche perché oramai si era fatto mezzogiorno… Ombrellone sdraio, birra e paninozzo…. Acqua così, così…. Però niente cavalloni e bimbo al sicuro da onde anomale… Dietro di noi una parete rocciosa di pietra pomice scavata, anzi disegnata dal vento, una cornice originale che produce milioni di piccole pietruzze bianche galleggianti….

[Group 7]-L1000279_L1000284-6 imagesVlichada, 6 scatti uniti ,Leica TL

Sabbia come lava infuocata…. Ogni 2 minuti un bimbo piange perché prova ad attraversare i carboni ardenti, si blocca nel mezzo e si cuoce i piedini…. I genitori corrono qua e là con i bimbi in braccio piangenti… Ore 17.30 ritorno all’appartamento, doccia e partenza per Megalochori, piccolo ma delizioso paesello, ben curato, circondato da vitigni nani, campane, tetti, colori…

Cena in un ristorante chicchettone dove, per citare il cameriere, i piatti e i sapori tipici di Santorini vengono rivisitati e presentati in chiave moderna…. Petrini… Fantastica cucina….. Porzioni piccole ma sapori delicati e ingredienti di qualità… Da provare…. Astenersi amanti dei piatti abbondanti… visto l’esperienza decidiamo all’unanimità di rimanere nei prossimi 2 giorni a Perissa… Con la formula Ombrelloni +lettino+pranzo e relax per noi e i bimbo garantito…

Una sera siamo andati a vedere il tramonto dal faro di Akrotiri  , da dove si può anche vedere la cittadina di Fira e Oia  che si allungano sull’altro versante.

Il sole diventa rosso fuoco e si immerge nel mediterraneo mentre le barchine attraversano la scia luminosa solcata dalle onde marine…

Leica TL

Dopo il tramonto abbiamo cenato in uno dei ristorantini del porticciolo dove avevamo preso il barchino per i tour delle tre spiagge RED/WHITE/BLACK … ci siamo fermati al primo che abbiamo trovato, Melina’s Tavern . Abbiamo ordinato pesce e piatti tipici… nulla a che vedere con la cena al Petrini… un altro livello… decisamente più scarso, cucina poco curata… vino però delizioso versato in caraffe di alluminio ghiacciate.

La sera successiva, dopo aver passato la mattina e il pomeriggio sulla spiaggia di Perissa abbiamo salutato il nostro appartamentino e ci siamo diretti verso Fira.

Come vi accennavo all’inizio, se avete un bimbo e volete spostarvi vi consiglio di noleggiare un’ auto,  perchè i bimbi sul mare si stancano parecchio e anche una piccola dormita di 10/15′ sul sedile , nei trasferimenti, li rigenera e se gli facciamo evitare il caldo è pure meglio . Non abbiamo mai preso mezzi pubblici ma non saprei dirvi se sono puntuali e se sono pieni, di sicuro nei periodi di maggior affluenza non deve essere semplice… le strade poi sono piccole e code e file possono generare ritardi…

Arrivati a Fira parcheggiamo l’auto al parcheggio n°8 (sono numerati) e  scaricate le valigie all’hotel Thira  ci facciamo un giretto in centro. I turisti, moltissimi americani, invadono i saliscendi , i ristorantini e le jacuzzi…..durante la cammiata si gode di un ‘incredibile vista sul mare  con al centro le isole e la caldera del vulcano raggiungibile con le barche tramite le escursioni dal porto che sta più in basso.

Leica TL

Per raggiungere il porto si può usare una cabinovia o in alternativa si può scendere da una scalinata di oltre 500 scalini facendo attenzione ai “ricordini” lasciati dai muli. L’incredibile numero di turisti ha reso gli scalini di pietra lisci e scivolosi… il mio osso sacro ne sa qualcosa…. quindi fate attenzione…

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Fira, 6 scatti a mano libera uniti , Leica TL

Fira è costruita sulla roccia , e si allunga sul promontorio con le sue tipiche casette bianche e le chiesine coi tetti blu.   Cena al cinese… al cinese? Caspita , dopo 3 giorni di arrosti misti e pesce ci andava di cambiare un po’ e abbiamo trovato un ottimo ristorantino dove il bimbo ci ha sorpreso… ha mangiato tagliolini alla piastra, ravioli , riso, involtini…. il mare mette appetito…

La mattina seguente siamo stati alla spiaggia di Monolithos perchè avevamo letto che fosse adatta per i bambini, infatti viene segnalata come FAMILY BEACH.

La maggior parte delle spiagge a Santorini , essendo di origini vulcaniche, sono composte da sassolini e sassotti levigati che vanno da 3mm a 10 cm e dopo 3 metri dalla riva hanno già una profondità di 2 metri. Questo vuol dire che dobbiamo sempre fare attenzione ai bimbi piccoli che non sanno nuotare , perchè rischiano di trovarsi con l’acqua alla gola dopo pochi metri .

Monolithos Beach invece è una spiaggia di sabbia fine e scura che ha una profondità di 30/50 cm per una cinquantina di metri dalla riva . Questo la trasforma in un brodo caldo e piacevole adatto quindi ai bimbi anche piccoli che non sanno nuotare. E’ pulita, ha strutture e bar dove procurarsi ombrelloni ,bibite e panini a prezzi modici.

La sera , dopo una doccetta in albergo andiamo verso Oia , altra cittadina meravigliosa… Se Fira ha un numero di turisti ancora accettabile, Oia risulta assai più affollata.

Leica TL

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Oia,  scatti con testa panoramica Nikon Coolpix A

Decidiamo di vedere il tramonto da un piccolo rudere su un promontorio , ma via  via che il sole si abbassa si riempie all’inverosimile di turisti che si piazzano su tutti i bordi, muri, tetti , anche in maniera pericolosa con la fotocamera in mano… arrivano pure dei liceali americani con bocce di vodka, panini e sacchi di ghiaccio a far bisboccia…. l’aria si fa pesa…. prendiamo i panini e ci troviamo un posto dove mangiare in pace… tanto in ogni caso non avremmo potuto vedere il tramonto se non sulle spalle di un turista….

Scendo dalla scalinata a piedi che si accendano le luci .

Prendo la testa panoramica ,la Nikon Coolpix A e scatto alcune sequenze di scatti .

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Oia, 12 scatti con testa panoramica e Nikon Coolpix A

Si fa tardi, il bimbo è stanco e ci dirigiamo alla macchina.

Primo intoppo….. noleggiare un auto può essere anche un problemino, se la batteria decide di abbandonarci…. chiamiamo il servizio di noleggio che manda un ragazzotto con un kit e una batteria per far ripartire l’auto… al secondo tentativo riusciamo a ripartire ma non dobbiamo far spengere l’auto altrimenti siamo fritti… ormai è tardi , è notte , la strada è molto pericolosa, con salite e discese ripide… riusciamo a tornare nel parcheggio dell’albergo dopo 20 minuti. Batteria morta stecchita, il giorno dopo mi cambieranno l’auto con una Micra col cambio automatico.

La mattina seguente , dopo aver acquistato i biglietti per il tour del vulcano ci dirigiamo verso la cabinovia che ci scende al porto per prendere l’imbarcazione.

Leica TL

Il tour comprende una sosta sull’isola dove c’è il centro del vulcano Nea Kameni , una sosta alle sorgenti termali (hot springs) a Palea Kameni , una pausa con pranzo all’isola di Thirasia, una fermata al porto di Oia e il ritorno a Fira. Costo 26 euro a testa.

Partiamo dalla sosta all’isola Nea Kameni… ci aspetta una camminata sotto al sole di 40 minuti all’andata con 2 soste per vedere il paesaggio… ne vale la pena? Mah… si cammina sotto al sole , tra una sassaia incandescente in paesaggio marziano….

Leica TL

non vi aspettate certo di vedere effetti pirotecnici o lava incandescente…. al massimo uno sbuffettino di vapore da un buchetto ne terreno …  voto 6.

Rimontiamo in barca e andiamo a fare un tuffo nelle Hot Springs…..  non è previsto attracco… solo per chi sa nuotare e si fa 10 minuti di nuoto senza toccare …. alla fine si arriva ad un’insenatura piena di turisti che nuotano in una brodaglia rossastra.

Leica TL

Quando riusciamo a toccare il fondo con i piedi sembra di camminare nella marmellata, una sorta di fanghiglia melmosa formatasi dalla grande presenza di ferro che rende l’acqua di un colore tra l’arancio scuro e il Terra di Siena … la temperatura dell’acqua era perfino inferiore di quella della spiaggia di Monolithos…. Se avete bimbi piccoli , uno dei genitori deve rimanere sulla barca e non c’è il tempo per fare un cambio con chi ha deciso di tuffarsi, la barca riparte dopo 15/20 minuti….Voto 5

Ci dirigiamo verso l’isola di Thirasia per un pranzo e un bagno. Ci sono diversi ristorantini, la maggior parte vicino al porticciolo. E’ anche possibile visitare la parte alta dell’isola ma con quel caldo servirebbe l’aiuto dei muli ma ci sembrerebbe di fargli uno spregio … optiamo per un gyros di pollo ad un chiosco e una Mythos da 500ml.

Il sole picchia senza pietà e un bagno nell’acqua cristallina è quello che ci vuole….

…  un rapido giro per cogliere qualche particolare colorato e si riparte perso Oia per un pit stop , poi ritorno a Fira.

Leica TL

Nel tardo pomeriggio facciamo un tratto di strada e passiamo da Imerovigli… il percorso completo durerebbe 2-3 ore, parte da Fira e arriva fino ad Oia, per me improponibile di Luglio/agosto o com prole al seguito……. ….probabilmente in un  altro periodo o la mattina presto sarebbe stato anche piacevole ma con quel caldo già arrivare fino a Imerovigli e scendere un tratto di scalinata verso il mare  era il massimo che potevamo fare senza sudare le 7 camicie.

Leica TL

le curve dei tetti bianchi s’intersecano come schizzi di Picasso e nell’ora blu si tingono di azzurro…

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Leica TL

I fili della luce tesi dai pali come un pentagramma piegato

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Leica TL

L’ultimo giorno, andiamo sul sicuro con la spiaggia di Perissa e doccia sulla spiaggia per toglierci il sale dalla schiena. Le spiagge con ombrelloni  hanno anche un box / spogliatoio dove è possibile togliersi i vestiti bagnati e mettersi qualcosa di asciutto. Decidiamo di fare un ‘ultima esperienza con una degustazione di vini locali in un’azienda vinicola con galleria d’arte annessa.

Si chiama Art Space Winery e dopo una visita guidata all’interno delle fresche gallerie sotterranee dove vengono esposte foto e quadri di artisti locali si possono degustare e/o comperare le varietà di vino prodotte con i vitigni autoctoni. 6 degustazioni con piccoli assaggi di vino e crostini con conserva di pomodori locali con 10 euro a testa. Esperienza interessante che consiglio.

Abbiamo anche acquistato 2 bottiglie di un dolcissimo vinsanto  , tipico dell’isola.

Saluti , baci e abbracci, riconsegnamo, anzi, lasciamo con le chiavi sotto al tappetino, la macchina all’aeroporto. Comunichiamo il parcheggio all’agenzia e facciamo il check-in nel piccolissimo aeroporto… talmente piccolo che non sappiamo nemmeno dove aspettare l’imbarco…. non arrivate troppo presto, rischiate di stare al caldo o stipati come sardine davanti al gate….

Addio Santorini , calda, straordinaria isola colorata!

 

Leica TL , piccola, scontrosa, sfiziosa.

Ieri mi è arrivata la Leica TL , che va a far compagnia alla Gloriosa M6 e alla sorella digitale Monochrom. Un ringraziamento allo staff di NOC Milano per la professionalità e la velocità con la quale hanno gestito la vendita e la spedizione dell’oggetto.

La versione TL , segue la versione T del 2014 , e ha fatto la sua comparsa ad inizio 2017 con un prezzo di listino di oltre 1600 euro solo corpo, una cifra forse un po’ troppo alta se si pensa alle prestazioni delle concorrenti , spesso superiori come dotazioni e con sensori aps-c da 20/24 megapixels,  in alcuni casi perfino stabilizzati .

Avendo la Monochrom l’ho acquistata per avere una macchina che scattasse sul formato digitale a colori con gli obiettivi Leica M , ma soprattutto per curiosità visto la particolarità dell’oggetto.

Questa macchina è infatti costruita in modo davvero originale, viene ricavata da un singolo blocco di alluminio e scavata tramite macchine a controllo numerico CNC .

 

L’altra particolarità è la lavorazione finale che nel caso della versione in alluminio non è altro che una levigatura a mano per ben 40 minuti per ogni esemplare prodotto.

Per i curiosi c’è un video che dura oltre 40 minuti in cui si mostra un addetto Leica che pazientemente si mette a lavorare questa carcassa di alluminio con lime e carta vetrata sotto ad un getto di acqua corrente… roba da non credere…

Tralasciando questi particolari davvero unici legati alla sua realizzazione ero curioso di vedere come si comportasse dal punto di vista della “qualità dell’immagine”  dal momento che l’avrei usata con gli obiettivi delle sorellone e non con gli obiettivi Autofocus della serie TL  dedicati.

Visto che gli obiettivi M che possiedo non hanno la codifica 6 Bit sulla baionetta ho ritenuto superfluo acquistare l’adattatore originale Leica dal costo forse un po’ esoso di 400 euro, ma ho optato per un banale anello di alluminio che costa 1/8 circa rinunciando alle informazioni sul diaframma in fase di scatto…. ma abituato alla pellicola non credo che ne sentirò la mancanza.

Il sensore che monta non è un full frame ma un Aps-c da 16 MP che conosco molto bene dal momento che viene montato anche sulla Nikon Coolpix A  , macchina che possiedo da 4 anni .

Il sensore CMOS senza filtro AA permette facilmente di recuperare le alte luci e ha un dettaglio e una resa eccellente fino a 3200 iso, 6400 usabili ma con qualche compromesso.

Cosa salterà fuori da un summicron 50 , noto per essere tra i migliori, se non il miglior 50 mm mai prodotto su un sensore che ne sfrutta solo la parte centrale, cioè la parte migliore? Ora, premetto che il summicron serie V  dal punto di vista della nitidezza è qualcosa di SPAZIALE , e merita di essere agganciato all’incredibile sensore senza matrice RGB della Monochrom, che è una delle poche Leica in grado di esaltarne le caratteristiche di microcrontasto e risolvenza senza che l’immagine sia compromessa dall’algoritmo di demosaicizzazione della matrice di Bayer del resto dei sensori in commercio.

Detto ciò passiamo alle immagini, tenendo presente che sono state realizzate sia col summicron 50 suddetto, sia con l’elmarit 28mm versione 4 pre asferico, lenti di una ventina di anni fa per intenderci….

Per prima cosa sono saltato in bici e mi sono diretto verso l’edificio diroccato vicino a casa mia dove vado a testare tutte le macchine,  gli obiettivi che possiedo appena mi passano per le mani.

La prima cosa che noto è la facilità con la quale si può sfruttare la messa a fuoco millimetrica del summicron che diventa un 75mm F2  (su pieno formato equivarrebbe ad un F3 come profondità di campo) , tramite il FOCUS AID , una funzione che si attiva tramite una delle due rotelle e permette di ingrandire il particolare X3 o X6 , stessa cosa per l’elmarit 28 che diventa uno strano 42mm F2.8 , una specie di tuttofare .

La qualità delle anteprime ai diaframmi più performanti mi lascia davvero sorpreso e decido di portarmela dietro anche la sera per un test a tutta apertura.

Con me avevo solo il summicron 50mm,  che la piccola mirrorless non riconosce come focale essendo senza anello adattatore e senza baionetta codificata , ma se ne frega e scatta come se nulla fosse.

Avendo impostato la modalità P con AUTOISO la TL si inserisce un tempo di sicurezza di 1/100 sec e varia gli iso in base alla luce della scena e quindi in base alla ghiera del diaframma sulla lente.

 

La prima cosa che noto è la meraviglia dello sfuocato che possiamo regolare a piacimento col fuori fuoco . Per chi viene dal mondo della pellicola o dalle reflex questi giochi di luce sono uno spettacolo che vale i soldi spesi per l’oggetto, punto e basta.

La resa agli alti iso è entusiasmante anche se il summicron a tutta apertura aiuta e parecchio visto che oltre a far entrare un sacco di luce, mantiene una nitidezza senza incertezze e SOPRATTUTTO perchè con il FOCUS AID si può mettere a fuoco con precisione il particolare voluto.

Un dubbio mi assale….. il futuro è mirrorless. Il sistema M vacilla…

Troppi vantaggi….

Adoro i colori di questa piccola meraviglia , mi ricordano la resa delle pellicole negative fuji  a colori …

Detto ciò mi piacerebbe capire cosa è passato nella mente al progettista del software che gestisce la TL quando non ha messo la possibilità di scattare solo in DNG… e difatti mi tocca tenermi i DNG e i Jpeg per ogni scatto.. il che non ha senso dal momento che la macchina si rallenta e non è un “fulmine di guerra” , diciamocelo…

Come non capisco perchè non si può disabilitare l’autopreview dopo lo scatto, o meglio continua a farti vedere la foto scattata anche se metti OFF alla preview….

Nonostante abbia installato l’ultima versione di firmware disponibile, la 2.2.

Bug noiosi che in 10 minuti uno sviluppatore di software risolve… assurdo..

Poi leggo che la TL2 ha la possibilità di scattare solo in DNG…. ma allora mi prendete per il c..  !

Insomma alla fine sopravviverò anche al complicatissimo Menù touchscreen e con un attenta lettura del manuale riuscirò anche a connetterla al mio smartphone e comandarla con la sua app android o alla rete WIFI di casa… forse… ma mi toccherà tenermi gli inutili file jpeg…. misteri Leica….. c’è poco da fare o si ama o si odia…..

Il test Continua… ho strapazzato la TL e il Summicron 50 versione V nella peggiore delle situazioni…poca luce ambiente… picchi di luce intensa e massima apertura….

Non vi nascondo che a tutta apertura è stata dura tenere a bada l’aberrazione cromatica e sopratturro il Purple fringing.   Appena trovata la combinazione giusta tra le impostazioni di lightroom sono riuscito a togliere praticamente tutti i problemi applicando un  Preset ad ogni foto scattata ad F2, con piccoli aggiustamenti…

Nei casi più estremi ho dovuto abbassare anche la saturazione allo slider del viola e del magenta… devo dire specialmente sul viola si registravano i maggiori problemi…. però che lente ragazzi e che colori!!!!