USA, The Surreal South in 18 days

Foto-racconto semiserio , surreale e fuori tempo di una famiglia con un bimbo, una Leica e qualche rullino.

Testi di Francesca Melani, Foto di Giacomo Sardi

Day 1: Firenze-Miami: Partiamo alle 6 di mattina da Firenze, fa freddo.

Scalo a Francoforte e poi diretti su Miami.
Dopo circa 13 ore scalo compreso attendiamo a Miami primo pomeriggio.
Ci accoglie il sole e il caldo della Florida.
Andiamo diretti a prendere la macchina a noleggio, sono tutti molto gentili e cortesi, tu hai scritto dollari in fronte e loro faranno di tutto per averli!!! Il tipo del bancone ci guarda come extra terresti perché abbiamo prenotato la macchina più piccola che hanno e siamo addirittura in 3!!!
Noi non cediamo alle sue lusinghe e rimaniamo sulla micromacchina, scendiamo in garage cercando una micromacchina e non la troviamo: ci dicono che possiamo scegliere tra diverse macchine che qui in Italia sono di dimensioni più che dignitose.
Ci fiondiamo sulla più piccola (Ford ??) di un fantastico colore Tiffany.
Direzione albergo, per contenere i costi abbiamo scelto un albergo non troppo centrale, comunque a Miami beach: albergo ok, pulito, comodo parcheggio, con piscina.
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La signora della reception è molto cortese, ci dà le indicazioni per raggiungere south beach con il trolley gratuito. Il trolley è una specie di autobus che si ferma vicinissimo al nostro albergo.
Siamo Stanchi ma non abbiamo fatto tutta questa strada per rimanere in hotel quindi ci mettiamo vestiti adeguati al clima e partiamo per andare a prendere il trolley.
Fuori sono 28 gradi, sole e umido. Saliamo sul trolley e rimpiangiamo di aver rimesso i piumini in valigia. Gli americani sono pazzi , per loro aria condizionata vuol dire gelo polare.
Ci vuole un bel po’ per raggiungere south beach, rimpiangiamo di non aver preso la macchina, ma parcheggiare sarebbe stato non proprio economico.
Scesi dal trolley ci dirigiamo verso la spiaggia: sabbia bianca, spiaggia enorme, mare turchese e le inconfondibili gabine.
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Mettiamo i piedi nell’acqua, non male ma freddina. Girelliamo un po’, fotografiamo un po’, il bimbo corre un po’ fuori e dentro l’acqua solo bagnando i piedi.
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Si sta facendo sera, ci dirigiamo verso Ocean drive, la via più famosa di Miami Beach, ricca di colorati bar e edifici art decò.
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C’è già un bel viavai, e gli americani sono già a sorseggiare drink in bicchieri enormi.
Ogni tanto passano macchine improponibili, super modificate, con la musica a palla.
Siamo ad una sfilata: macchine e persone sono qui solo per farsi vedere, o ubriacarsi, meglio entrambi.
Cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa: i prezzi non sono economici.
Ci sediamo finalmente in un bar ristorante, ordiniamo 2 hamburger e dei nachos, due birre e una coca per Elia. Le porzioni sono abbondanti, soprattutto le birre sono giganti. Quando arriva il conto ci accorgiamo di aver preso la prima sola del viaggio: 100 dollari!!!
Ok da domani più riposati staremo più attenti.
La stanchezza, il fuso orario si fanno sentire: direzione albergo per una bella dormita!
Day 2: ci svegliamo all’alba complice il fuso orario, è caldo ma il cielo minaccia un temporale. Il nostro albergo non include il servizio colazione ma grazie a Google Maps scopriamo che ci sono dei bar vicini. Essendo di strada verso il downtown, nostra meta odierna, prendiamo la macchina. La scelta ricade su un bar pasticceria argentino. La scelta di paste è ampia, non sono grandi quindi possiamo prenderne di diversi tipi, nostro figlio opta per o churros. Il caffè classico americano servito nei bicchierini di plastica. Nel bar tutti parlano spagnolo, le paste sono buone, il caffè scadente e il gelo dell’aria condizionata regna sovrano.

Fatta colazione ci dirigiamo verso il downtown: è presto poche macchine in giro, il temporale si decide ad arrivare mentre cerchiamo un parcheggio che non richieda la stipula di un mutuo: troviamo quello di un centro commerciale.
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Per girare il downtown usiamo il metromover, un trenino monorotaia sopraelevato, senza conducente, gratuito: possiamo scendere e salire dove vogliamo e girellare a piedi dove ci piace di più. Strani personaggi vagano con la 24 ore per il centro.
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Il sole fa capolino tra le nuvole, la strada è ancora bagnata, il caldo sta arrivando.
Ci fermiamo in una zona di grattacieli colorati e giriamo a piedi per il finantial district: camminiamo tra i grattacieli supermoderni, sul marciapiede sfrecciano i monopattini elettrici a noleggio. Ma lo skyline è dominato dai grattacieli …i residenti  fanno jogging sotto il sole tra grattacieli e isole verdi.
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Nel complesso esperienza più che positiva, il metromover è divertente, il paesaggio interessante, il caldo sopportabile.
Decidiamo di spostarci verso Little Avana solo dopo pranzo, optiamo per un panino da subway, niente di che ma dopo la cena di ieri sera cerchiamo di contenere i costi.
Riprendiamo la macchina,questa volta parcheggiare è più economico: facciamo un giro per il quartiere.
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Passiamo dal centro culturale dove gli anziani giocano a domino, e camminiamo per la via principale fotografando i murales.
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Anche qui l’attività principale dei turisti e passare da un bar all’altro per un drink e un po’ di musica latina, ci sono ovviamente molto ristoranti e negozi che vendono sigari.
Noi ci concediamo un gelato e un cocco verde da bere da un ortofrutta  pittoresco.
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Il quartiere è carino, ci sono molti turisti che passeggiano e bevono.
Il caldo e la stanchezza iniziano a farsi sentire, nel tardo pomeriggio decidiamo di tornare in albergo x un tuffo in piscina e un po’ di riposo.
Siamo piuttosto stanchi, ancora ci dobbiamo riprendere dal fuso orario, per cena optiamo per prendere una pizza da asporto da mangiare in camera per poi cercare di dormire un po’, la pizza era buona, prezzo onesto, il pizzaiolo sud americano che parlava spagnolo gentile ed ha regalato una bibita a nostro figlio: se sapete lo spagnolo a Miami non avrete problemi a comunicare.
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Santorini

Vorrei raccontarvi la nostra esperienza di viaggio a Santorini e darvi qualche consiglio su come passare una vacanza tipo di 7 giorni sull’isola.

Se siete appassionati di fotografia il primo consiglio che mi sento di darvi è “less is better”, portatevi una compatta tuttofare e vivete felici… al massimo una reflex con uno zoom 28-70  o due compattine di qualità con obbiettivi fissi sarebbero il top. Io ho optato per una Nikon coolpix A con 18mm F2.8(un 28mm equivalente sul formato 35mm) e una Leica TL con un summicron 50 che su APS-C equivale ad un 75mm F2, un medio tele luminoso. Diciamo che col senno di poi non mi sono pentito della scelta e ho sopportato anche il peso EXTRA senza sacrificio.  Essendo un appassionato di panorami avevo portato anche un piccolo cavalletto e una Pocket-Pano, una testa panoramica con punto nodale calcolato per la Coolpix A e il suo 28 equivalente per comporre facilmente dei paesaggi panoramici ad altissima risoluzione. Il cavalletto e la leggerissima testa panoramica li portavo con me solo alla sera, per il resto del tempo rimanevano in albergo/appartamento rendendo più leggero il corredo fotografico. Altro consiglio che vi do: portatevi dei sandali di gomma tipo Crocs che potete portare anche in acqua senza che vi escano dai piedi. Lasciate a casa snickers e scarpe eleganti…  Valutate se noleggiare un auto in base agli spostamenti che avete intenzione di fare… i mezzi pubblici ci sono ma nei mesi di alta stagione rischiate di rimanere sotto al sole , sul ciglio di una strada ad aspettare un BUS pieno di gente… se avete una settimana, con un’auto  potete vedere tutte le città principali, le maggiori attrazioni e rilassarvi sulla spiaggia senza preoccuparvi degli orari dei BUS…. se avete un bimbo o due ve la consiglio… se siete in 4 , con una coppia di amici prendetela senza pensarci 2 volte… il costo varia da 200 a 500 euro per 7 giorni in base alla compagnia e alla macchina che scegliete.

Aeroporto di Peretola, sala d’aspetto Leica TL

Arriviamo a Santorini in tarda sera. Avevamo riservato un’auto da prelevare all’aeroporto ma non c’era nessun ufficio della nostra compagnia , nessun addetto con cartello e il nostro nome ad aspettarci… Ok primo problema… Telefoniamo ad un numero e con un inglese stentato riusciamo a capire che l’addetto si scusa per l’inconveniente e che la nostra macchina si trova nel parcheggio dell’aeroporto…. Non ci si può sbagliare… È gialla, piccola, aperta e con le chiavi sotto al tappetino del guidatore… Serbatoio pieno… Al telefono mi rassicurano: “prendetela pure poi domattina passiamo noi a farvi firmare il contratto al vostro appartamento” …. Una fantastica matiz giallo limone con riverniciatura a bomboletta… Parte alla prima, rumoreggia, sobbalza ma il suo lavoro lo fa… Arriviamo dopo pochi minuti a Villa Nefeli, il nostro appartamento in Perissa….

Appartamenti a Perissa ,  Leica TL

Un caldo opprimente in camera e pensiamo subito alle notti insonni che ci sarebbero aspettate, grondanti di sudore e invece 5 minuti dopo aver aperto le finestre la brezza marina rende la temperatura della camera sopportabile, anzi piacevole. Il tempo di sistemare i bagagli e la proprietaria arriva con un piatto di cocomero fresco… Usciamo e ci incamminiamo verso il lungomare strapieno di locali, pub, ristorantini di tutti i tipi…. La mattina dopo firmiamo il contratto col noleggiatore di auto sul cofano dell’auto dopo esserci dati l’appuntamento con WhatsApp e ci dirigiamo verso la spiaggia a piedi per noleggiare un ombrellone… E scopriamo che molti li offrono gratuitamente se ti impegni a consumare il pranzo nel loro ristorante… Detto fatto… Abbiamo passato una bellissima giornata… Pranzo ottimo, prezzo onesto, acqua pulitissima, spiaggia non affollata, mare calmo adatto anche ai bambini.. La sera dopo una bella rosolatura alla schiena e ai piedi(non dimenticherai mai le temperature che raggiunge la sabbia nera delle spiagge di Santorini) decidiamo di andare a Pyrgos… Cittadina molto carina…. piacevole perdersi tra i vicoli e i saliscendi…

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Pyrgos, testa panoramica e Nikon Coolpix A

Le Chiesine, le terrazze che si affacciano sulle viuzze che hanno come sfondo il mare e il tramonto trasforma l’azzurro in sfumature color pesca.

Pyrgos, Leica TL

Cena mezza tragedia… Andiamo in un bar pizzeria e ci servono una pizza che sembra surgelata con l’aggiunta di qualche ingrediente extra… No comment…. Annaffio abbondantemente con una Mythos da mezzo litro per dimenticare…

Terzo giorno, obiettivo le tre spiagge segnalate dalla guida : Red beach, White beach e Black beach, le ultime due raggiungibili solo tramite barca… Arriviamo al piccolo porticciolo di Akrotiri dove imbarcarci verso le 9.30…. Scopriamo che la prima traghettata parte alle 10.30… E ci facciamo una bevuta al bar…

Leica TL

Con 10 euro a testa vi portano e vi riportano alle tre (poi scopriamo essere 2) spiagge fino alle 5 di pomeriggio, ultima corsa per tornare al porticciolo… La prima spiaggia che incontriamo è la Red beach, affollata, piccola, acqua torbida solcata dalle onde…. Non scendiamo.. Ma anzi montano pure quelli che l’avevano raggiunta a piedi(l’unica raggiungibile con 30 min di cammino) in cerca di maggior fortuna…. prezzo per i nuovi passeggeri sempre 10 euro… La beffa… Si scende e si sale al volo… Bagno assicurato… Anziani meglio evitare… Si riparte… Arriviamo alla White beach… Sostiamo a 30 metri dalla spiaggia… Cioè da una striscia di ciottoli bianchi di 5 metri di profondità e 40 di lunghezza…. La barca non attracca… Vedere ma non toccare…. la White-Fake-beach……Poi se proprio volete vi tuffate e la raggiungete a nuoto…. Per il ritorno si sta alla sorte…. Ok tutti verso la Black beach… I colori delle spiagge sono dati dalle scogliere rocciose che li sovrastano…. Rosse, bianche  e nere…

White and Black ,Leica TL

Scendiamo al volo da una scaletta mentre la barca ondeggia tra i cavalloni… Scene da sbarco in Normandia con anziana che rimane bloccata sulla scaletta…. Caviglie slogate sugli impietosi ciottoli viscidi… Ombrellone 5 euro… faccio un giro esplorativo….

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Black Beach , 6 scatti a mano libera con Leica TL uniti

Ma subito ci accorgiamo che qualcosa non va… Acqua torbida…. Cavalloni improvvisi… Spiaggia che sprofonda dopo 1 metro… Corrente che ti trascina e ti sbatacchia con forza sul ciottolame…. Dulcis in fundo mega cavallone che stende un’anziana messicana mentre la figlia torna dal baretto col cocktail in una mano e bastone da selfie nell’altra… Il bimbo trascinato pure lui…. Decidiamo di smobilitare subito… Rimontiamo su una barchetta (ne passa una ogni 30 minuti) e via al porticciolo di partenza…. Pessima esperienza…. Di sicuro non da fare con bimbo piccolo, che non sa nuotare o con anziani semoventi… Pensiamo ad un ripiego per non perdere la giornata e ci dirigiamo verso la vicina spiaggia di Vlichada…. Parcheggiamo la Matiz giallo limone e ci dirigiamo verso la spiaggia infuocata, anche perché oramai si era fatto mezzogiorno… Ombrellone sdraio, birra e paninozzo…. Acqua così, così…. Però niente cavalloni e bimbo al sicuro da onde anomale… Dietro di noi una parete rocciosa di pietra pomice scavata, anzi disegnata dal vento, una cornice originale che produce milioni di piccole pietruzze bianche galleggianti….

[Group 7]-L1000279_L1000284-6 imagesVlichada, 6 scatti uniti ,Leica TL

Sabbia come lava infuocata…. Ogni 2 minuti un bimbo piange perché prova ad attraversare i carboni ardenti, si blocca nel mezzo e si cuoce i piedini…. I genitori corrono qua e là con i bimbi in braccio piangenti… Ore 17.30 ritorno all’appartamento, doccia e partenza per Megalochori, piccolo ma delizioso paesello, ben curato, circondato da vitigni nani, campane, tetti, colori…

Cena in un ristorante chicchettone dove, per citare il cameriere, i piatti e i sapori tipici di Santorini vengono rivisitati e presentati in chiave moderna…. Petrini… Fantastica cucina….. Porzioni piccole ma sapori delicati e ingredienti di qualità… Da provare…. Astenersi amanti dei piatti abbondanti… visto l’esperienza decidiamo all’unanimità di rimanere nei prossimi 2 giorni a Perissa… Con la formula Ombrelloni +lettino+pranzo e relax per noi e i bimbo garantito…

Una sera siamo andati a vedere il tramonto dal faro di Akrotiri  , da dove si può anche vedere la cittadina di Fira e Oia  che si allungano sull’altro versante.

Il sole diventa rosso fuoco e si immerge nel mediterraneo mentre le barchine attraversano la scia luminosa solcata dalle onde marine…

Leica TL

Dopo il tramonto abbiamo cenato in uno dei ristorantini del porticciolo dove avevamo preso il barchino per i tour delle tre spiagge RED/WHITE/BLACK … ci siamo fermati al primo che abbiamo trovato, Melina’s Tavern . Abbiamo ordinato pesce e piatti tipici… nulla a che vedere con la cena al Petrini… un altro livello… decisamente più scarso, cucina poco curata… vino però delizioso versato in caraffe di alluminio ghiacciate.

La sera successiva, dopo aver passato la mattina e il pomeriggio sulla spiaggia di Perissa abbiamo salutato il nostro appartamentino e ci siamo diretti verso Fira.

Come vi accennavo all’inizio, se avete un bimbo e volete spostarvi vi consiglio di noleggiare un’ auto,  perchè i bimbi sul mare si stancano parecchio e anche una piccola dormita di 10/15′ sul sedile , nei trasferimenti, li rigenera e se gli facciamo evitare il caldo è pure meglio . Non abbiamo mai preso mezzi pubblici ma non saprei dirvi se sono puntuali e se sono pieni, di sicuro nei periodi di maggior affluenza non deve essere semplice… le strade poi sono piccole e code e file possono generare ritardi…

Arrivati a Fira parcheggiamo l’auto al parcheggio n°8 (sono numerati) e  scaricate le valigie all’hotel Thira  ci facciamo un giretto in centro. I turisti, moltissimi americani, invadono i saliscendi , i ristorantini e le jacuzzi…..durante la cammiata si gode di un ‘incredibile vista sul mare  con al centro le isole e la caldera del vulcano raggiungibile con le barche tramite le escursioni dal porto che sta più in basso.

Leica TL

Per raggiungere il porto si può usare una cabinovia o in alternativa si può scendere da una scalinata di oltre 500 scalini facendo attenzione ai “ricordini” lasciati dai muli. L’incredibile numero di turisti ha reso gli scalini di pietra lisci e scivolosi… il mio osso sacro ne sa qualcosa…. quindi fate attenzione…

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Fira, 6 scatti a mano libera uniti , Leica TL

Fira è costruita sulla roccia , e si allunga sul promontorio con le sue tipiche casette bianche e le chiesine coi tetti blu.   Cena al cinese… al cinese? Caspita , dopo 3 giorni di arrosti misti e pesce ci andava di cambiare un po’ e abbiamo trovato un ottimo ristorantino dove il bimbo ci ha sorpreso… ha mangiato tagliolini alla piastra, ravioli , riso, involtini…. il mare mette appetito…

La mattina seguente siamo stati alla spiaggia di Monolithos perchè avevamo letto che fosse adatta per i bambini, infatti viene segnalata come FAMILY BEACH.

La maggior parte delle spiagge a Santorini , essendo di origini vulcaniche, sono composte da sassolini e sassotti levigati che vanno da 3mm a 10 cm e dopo 3 metri dalla riva hanno già una profondità di 2 metri. Questo vuol dire che dobbiamo sempre fare attenzione ai bimbi piccoli che non sanno nuotare , perchè rischiano di trovarsi con l’acqua alla gola dopo pochi metri .

Monolithos Beach invece è una spiaggia di sabbia fine e scura che ha una profondità di 30/50 cm per una cinquantina di metri dalla riva . Questo la trasforma in un brodo caldo e piacevole adatto quindi ai bimbi anche piccoli che non sanno nuotare. E’ pulita, ha strutture e bar dove procurarsi ombrelloni ,bibite e panini a prezzi modici.

La sera , dopo una doccetta in albergo andiamo verso Oia , altra cittadina meravigliosa… Se Fira ha un numero di turisti ancora accettabile, Oia risulta assai più affollata.

Leica TL

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Oia,  scatti con testa panoramica Nikon Coolpix A

Decidiamo di vedere il tramonto da un piccolo rudere su un promontorio , ma via  via che il sole si abbassa si riempie all’inverosimile di turisti che si piazzano su tutti i bordi, muri, tetti , anche in maniera pericolosa con la fotocamera in mano… arrivano pure dei liceali americani con bocce di vodka, panini e sacchi di ghiaccio a far bisboccia…. l’aria si fa pesa…. prendiamo i panini e ci troviamo un posto dove mangiare in pace… tanto in ogni caso non avremmo potuto vedere il tramonto se non sulle spalle di un turista….

Scendo dalla scalinata a piedi che si accendano le luci .

Prendo la testa panoramica ,la Nikon Coolpix A e scatto alcune sequenze di scatti .

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Oia, 12 scatti con testa panoramica e Nikon Coolpix A

Si fa tardi, il bimbo è stanco e ci dirigiamo alla macchina.

Primo intoppo….. noleggiare un auto può essere anche un problemino, se la batteria decide di abbandonarci…. chiamiamo il servizio di noleggio che manda un ragazzotto con un kit e una batteria per far ripartire l’auto… al secondo tentativo riusciamo a ripartire ma non dobbiamo far spengere l’auto altrimenti siamo fritti… ormai è tardi , è notte , la strada è molto pericolosa, con salite e discese ripide… riusciamo a tornare nel parcheggio dell’albergo dopo 20 minuti. Batteria morta stecchita, il giorno dopo mi cambieranno l’auto con una Micra col cambio automatico.

La mattina seguente , dopo aver acquistato i biglietti per il tour del vulcano ci dirigiamo verso la cabinovia che ci scende al porto per prendere l’imbarcazione.

Leica TL

Il tour comprende una sosta sull’isola dove c’è il centro del vulcano Nea Kameni , una sosta alle sorgenti termali (hot springs) a Palea Kameni , una pausa con pranzo all’isola di Thirasia, una fermata al porto di Oia e il ritorno a Fira. Costo 26 euro a testa.

Partiamo dalla sosta all’isola Nea Kameni… ci aspetta una camminata sotto al sole di 40 minuti all’andata con 2 soste per vedere il paesaggio… ne vale la pena? Mah… si cammina sotto al sole , tra una sassaia incandescente in paesaggio marziano….

Leica TL

non vi aspettate certo di vedere effetti pirotecnici o lava incandescente…. al massimo uno sbuffettino di vapore da un buchetto ne terreno …  voto 6.

Rimontiamo in barca e andiamo a fare un tuffo nelle Hot Springs…..  non è previsto attracco… solo per chi sa nuotare e si fa 10 minuti di nuoto senza toccare …. alla fine si arriva ad un’insenatura piena di turisti che nuotano in una brodaglia rossastra.

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Quando riusciamo a toccare il fondo con i piedi sembra di camminare nella marmellata, una sorta di fanghiglia melmosa formatasi dalla grande presenza di ferro che rende l’acqua di un colore tra l’arancio scuro e il Terra di Siena … la temperatura dell’acqua era perfino inferiore di quella della spiaggia di Monolithos…. Se avete bimbi piccoli , uno dei genitori deve rimanere sulla barca e non c’è il tempo per fare un cambio con chi ha deciso di tuffarsi, la barca riparte dopo 15/20 minuti….Voto 5

Ci dirigiamo verso l’isola di Thirasia per un pranzo e un bagno. Ci sono diversi ristorantini, la maggior parte vicino al porticciolo. E’ anche possibile visitare la parte alta dell’isola ma con quel caldo servirebbe l’aiuto dei muli ma ci sembrerebbe di fargli uno spregio … optiamo per un gyros di pollo ad un chiosco e una Mythos da 500ml.

Il sole picchia senza pietà e un bagno nell’acqua cristallina è quello che ci vuole….

…  un rapido giro per cogliere qualche particolare colorato e si riparte perso Oia per un pit stop , poi ritorno a Fira.

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Nel tardo pomeriggio facciamo un tratto di strada e passiamo da Imerovigli… il percorso completo durerebbe 2-3 ore, parte da Fira e arriva fino ad Oia, per me improponibile di Luglio/agosto o com prole al seguito……. ….probabilmente in un  altro periodo o la mattina presto sarebbe stato anche piacevole ma con quel caldo già arrivare fino a Imerovigli e scendere un tratto di scalinata verso il mare  era il massimo che potevamo fare senza sudare le 7 camicie.

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le curve dei tetti bianchi s’intersecano come schizzi di Picasso e nell’ora blu si tingono di azzurro…

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Leica TL

I fili della luce tesi dai pali come un pentagramma piegato

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Leica TL

L’ultimo giorno, andiamo sul sicuro con la spiaggia di Perissa e doccia sulla spiaggia per toglierci il sale dalla schiena. Le spiagge con ombrelloni  hanno anche un box / spogliatoio dove è possibile togliersi i vestiti bagnati e mettersi qualcosa di asciutto. Decidiamo di fare un ‘ultima esperienza con una degustazione di vini locali in un’azienda vinicola con galleria d’arte annessa.

Si chiama Art Space Winery e dopo una visita guidata all’interno delle fresche gallerie sotterranee dove vengono esposte foto e quadri di artisti locali si possono degustare e/o comperare le varietà di vino prodotte con i vitigni autoctoni. 6 degustazioni con piccoli assaggi di vino e crostini con conserva di pomodori locali con 10 euro a testa. Esperienza interessante che consiglio.

Abbiamo anche acquistato 2 bottiglie di un dolcissimo vinsanto  , tipico dell’isola.

Saluti , baci e abbracci, riconsegnamo, anzi, lasciamo con le chiavi sotto al tappetino, la macchina all’aeroporto. Comunichiamo il parcheggio all’agenzia e facciamo il check-in nel piccolissimo aeroporto… talmente piccolo che non sappiamo nemmeno dove aspettare l’imbarco…. non arrivate troppo presto, rischiate di stare al caldo o stipati come sardine davanti al gate….

Addio Santorini , calda, straordinaria isola colorata!

 

Leica TL , piccola, scontrosa, sfiziosa.

Ieri mi è arrivata la Leica TL , che va a far compagnia alla Gloriosa M6 e alla sorella digitale Monochrom. Un ringraziamento allo staff di NOC Milano per la professionalità e la velocità con la quale hanno gestito la vendita e la spedizione dell’oggetto.

La versione TL , segue la versione T del 2014 , e ha fatto la sua comparsa ad inizio 2017 con un prezzo di listino di oltre 1600 euro solo corpo, una cifra forse un po’ troppo alta se si pensa alle prestazioni delle concorrenti , spesso superiori come dotazioni e con sensori aps-c da 20/24 megapixels,  in alcuni casi perfino stabilizzati .

Avendo la Monochrom l’ho acquistata per avere una macchina che scattasse sul formato digitale a colori con gli obiettivi Leica M , ma soprattutto per curiosità visto la particolarità dell’oggetto.

Questa macchina è infatti costruita in modo davvero originale, viene ricavata da un singolo blocco di alluminio e scavata tramite macchine a controllo numerico CNC .

 

L’altra particolarità è la lavorazione finale che nel caso della versione in alluminio non è altro che una levigatura a mano per ben 40 minuti per ogni esemplare prodotto.

Per i curiosi c’è un video che dura oltre 40 minuti in cui si mostra un addetto Leica che pazientemente si mette a lavorare questa carcassa di alluminio con lime e carta vetrata sotto ad un getto di acqua corrente… roba da non credere…

Tralasciando questi particolari davvero unici legati alla sua realizzazione ero curioso di vedere come si comportasse dal punto di vista della “qualità dell’immagine”  dal momento che l’avrei usata con gli obiettivi delle sorellone e non con gli obiettivi Autofocus della serie TL  dedicati.

Visto che gli obiettivi M che possiedo non hanno la codifica 6 Bit sulla baionetta ho ritenuto superfluo acquistare l’adattatore originale Leica dal costo forse un po’ esoso di 400 euro, ma ho optato per un banale anello di alluminio che costa 1/8 circa rinunciando alle informazioni sul diaframma in fase di scatto…. ma abituato alla pellicola non credo che ne sentirò la mancanza.

Il sensore che monta non è un full frame ma un Aps-c da 16 MP che conosco molto bene dal momento che viene montato anche sulla Nikon Coolpix A  , macchina che possiedo da 4 anni .

Il sensore CMOS senza filtro AA permette facilmente di recuperare le alte luci e ha un dettaglio e una resa eccellente fino a 3200 iso, 6400 usabili ma con qualche compromesso.

Cosa salterà fuori da un summicron 50 , noto per essere tra i migliori, se non il miglior 50 mm mai prodotto su un sensore che ne sfrutta solo la parte centrale, cioè la parte migliore? Ora, premetto che il summicron serie V  dal punto di vista della nitidezza è qualcosa di SPAZIALE , e merita di essere agganciato all’incredibile sensore senza matrice RGB della Monochrom, che è una delle poche Leica in grado di esaltarne le caratteristiche di microcrontasto e risolvenza senza che l’immagine sia compromessa dall’algoritmo di demosaicizzazione della matrice di Bayer del resto dei sensori in commercio.

Detto ciò passiamo alle immagini, tenendo presente che sono state realizzate sia col summicron 50 suddetto, sia con l’elmarit 28mm versione 4 pre asferico, lenti di una ventina di anni fa per intenderci….

Per prima cosa sono saltato in bici e mi sono diretto verso l’edificio diroccato vicino a casa mia dove vado a testare tutte le macchine,  gli obiettivi che possiedo appena mi passano per le mani.

La prima cosa che noto è la facilità con la quale si può sfruttare la messa a fuoco millimetrica del summicron che diventa un 75mm F2  (su pieno formato equivarrebbe ad un F3 come profondità di campo) , tramite il FOCUS AID , una funzione che si attiva tramite una delle due rotelle e permette di ingrandire il particolare X3 o X6 , stessa cosa per l’elmarit 28 che diventa uno strano 42mm F2.8 , una specie di tuttofare .

La qualità delle anteprime ai diaframmi più performanti mi lascia davvero sorpreso e decido di portarmela dietro anche la sera per un test a tutta apertura.

Con me avevo solo il summicron 50mm,  che la piccola mirrorless non riconosce come focale essendo senza anello adattatore e senza baionetta codificata , ma se ne frega e scatta come se nulla fosse.

Avendo impostato la modalità P con AUTOISO la TL si inserisce un tempo di sicurezza di 1/100 sec e varia gli iso in base alla luce della scena e quindi in base alla ghiera del diaframma sulla lente.

 

La prima cosa che noto è la meraviglia dello sfuocato che possiamo regolare a piacimento col fuori fuoco . Per chi viene dal mondo della pellicola o dalle reflex questi giochi di luce sono uno spettacolo che vale i soldi spesi per l’oggetto, punto e basta.

La resa agli alti iso è entusiasmante anche se il summicron a tutta apertura aiuta e parecchio visto che oltre a far entrare un sacco di luce, mantiene una nitidezza senza incertezze e SOPRATTUTTO perchè con il FOCUS AID si può mettere a fuoco con precisione il particolare voluto.

Un dubbio mi assale….. il futuro è mirrorless. Il sistema M vacilla…

Troppi vantaggi….

Adoro i colori di questa piccola meraviglia , mi ricordano la resa delle pellicole negative fuji  a colori …

Detto ciò mi piacerebbe capire cosa è passato nella mente al progettista del software che gestisce la TL quando non ha messo la possibilità di scattare solo in DNG… e difatti mi tocca tenermi i DNG e i Jpeg per ogni scatto.. il che non ha senso dal momento che la macchina si rallenta e non è un “fulmine di guerra” , diciamocelo…

Come non capisco perchè non si può disabilitare l’autopreview dopo lo scatto, o meglio continua a farti vedere la foto scattata anche se metti OFF alla preview….

Nonostante abbia installato l’ultima versione di firmware disponibile, la 2.2.

Bug noiosi che in 10 minuti uno sviluppatore di software risolve… assurdo..

Poi leggo che la TL2 ha la possibilità di scattare solo in DNG…. ma allora mi prendete per il c..  !

Insomma alla fine sopravviverò anche al complicatissimo Menù touchscreen e con un attenta lettura del manuale riuscirò anche a connetterla al mio smartphone e comandarla con la sua app android o alla rete WIFI di casa… forse… ma mi toccherà tenermi gli inutili file jpeg…. misteri Leica….. c’è poco da fare o si ama o si odia…..

Il test Continua… ho strapazzato la TL e il Summicron 50 versione V nella peggiore delle situazioni…poca luce ambiente… picchi di luce intensa e massima apertura….

Non vi nascondo che a tutta apertura è stata dura tenere a bada l’aberrazione cromatica e sopratturro il Purple fringing.   Appena trovata la combinazione giusta tra le impostazioni di lightroom sono riuscito a togliere praticamente tutti i problemi applicando un  Preset ad ogni foto scattata ad F2, con piccoli aggiustamenti…

Nei casi più estremi ho dovuto abbassare anche la saturazione allo slider del viola e del magenta… devo dire specialmente sul viola si registravano i maggiori problemi…. però che lente ragazzi e che colori!!!!

 

 

Il Paesaggio e Il Vino

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Sabato 16 giugno dalle ore 19.00 Matteotti Studio, in collaborazione con “La bottega del vino” inaugurano  la mostra “Il paesaggio e il Vino ” .

4 Fotografi ci mostreranno i paesaggi delle nostre dolci colline alle quali abbiamo abbinato 4 tipologie di vino che sarà possibile degustare durante la visita alla mostra .

Vermentino Bianco di Bolgheri , servito fresco

Castello di Poppiano Camposegreto Viognier Bianco della Maremma, servito fresco

Colli di Luni Rosso della Liguria

Collo Sorbo, Rosso di Montalcino

Gli autori sono :

Daniele Tirenni,  Stefano Coltelli, Paolo Pratesi e Gabriele Bardi, che in questi anni hanno girato in lungo e in largo la nostra Toscana e le regioni limitrofe in cerca di particolari condizioni di luce e di suggestivi scorci da mostrarci.

La mostra avrà luogo in via Matteotti n°53-57  ad Agliana, nei locali messi a disposizione da “Matteotti Studio” e da “La bottega del vino” , dove saranno presentate stampe fine art fino al formato 70×100 e dove avrà luogo anche una proiezione delle suggestive fotografie in alta definizione.

 

 

Portugal Terras de saudade

Matteotti Studio , venerdi 23 marzo dalle ore 19.00, è lieta di presentare gli scatti di Andreas Benedettini : “Portogallo terra de saudade” … un termine che deriva dalla cultura lusitana, prima galiziano e portoghese e poi brasiliana, che indica una forma di malinconia, un sentimento affine alla nostalgia… colori dai toni caldi e luoghi dove il tempo scorre più lentamente… vi aspettiamo dalle ore 19 in via Matteotti 57 ad Agliana!

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Lomography

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Il Matteotti Studio è uno studio fotografico di Agliana, in provincia di Pistoia. Oltre ad occuparsi di sviluppo, scansione HighEnd di rullini e stampe fine art, di recente ha organizzato una mostra dedicata la mondo delle cosiddette toy camera Lomography, focalizzandosi in particolare su Sprocket RocketSpinner 360°Diana F+, Holga e Pop 9.Abbiamo fatto due chiacchiere con il fondatore di Matteotti studio, Giacomo Sardi, per scoprire come è nata questa mostra e che rapporto ha con queste divertentissime fotocamere, attraverso alcune delle immagini esposte.

Ciao Giacomo, benvenuto su Lomography! Parliamo subito di questa bellissima mostra, come mai hai deciso di dedicarla alle toy camera?

Le toy camera mi hanno sempre affascinato proprio per il loro essere alternative al sistema, inteso proprio come sistema economico imposto dalle case produttrici di macchine digitali.

Ricordo con piacere l’avvento delle prime reflex digitali a buon mercato, nel 2004 uscirono le entry level con ben 6 megapixel e in formato apsc, circa la metà dell’area ricoperta da un negativo 35mm nel formato Leica.

Negli anni a venire, diversamente da quello che era stato il mercato delle reflex a pellicola, le grandi corporation si accorsero presto del business che avevano fra le mani e cominciarono a proporre modelli sempre più evoluti con piccole migliorie e a ritmi sempre più serrati. Con una pubblicità martellante erano in grado di farti sembrare obsoleto l’oggetto che avevi comprato pochi mesi prima.

Il senso di frustrazione ti portava ad acquistare l’ultimo modello e a cestinare il modello precedente che, se pur comprato da poco dimezzava il proprio valore ingrossando a dismisura il mercato dell’usato.

Le toy camera per me sono degli oggetti che rappresentano anche una forma di protesta, e contemporaneamente la necessità di svincolarsi dal consumismo sfrenato.

Che rapporto hai con queste fotocamere?

Devo dire che questo genere di macchine fotografiche ti danno una gran gioia e spensieratezza, perché ti permettono di sganciarti da quello che è normalmente il pensiero o il modus operandi di una comune macchina digitale.

Il tempo rallenta, riesci ad essere più creativo, alternativo, ti crei un tuo spazio grazie a una scatolina magica che con poche decine di euro ti regala grandi emozioni. Considero le toy camera come delle pillole di felicità.

Sono fotocamere spartane, da portare sempre nella borsa per non perdere nessuna occasione per meravigliarsi dei loro risultati imprevedibili e speciali.

Come vedi il futuro di queste macchine fotografiche?

Nel 2005 l’avvento del digitale fece stabilizzare i prezzi dei rullini e ci fu un periodo in cui scattare, sviluppare, scansionare e stampare era veramente conveniente.

Da 2 anni a questa parte ho notato che il costo degli sviluppi dei rullini a colori da parte delle poche ditte rimaste a livello nazionale ha subito un aumento dei prezzi del 100% o addirittura del 200% e tutto dalla sera alla mattina.

Questo fattore rischia di azzoppare un cavallo che correva veloce, e questo mi dispiace molto. Il mio studio ha creduto molto nel negativo tanto da spingermi ad acquistare uno scanner per rullini 35mm professionale, andando veramente controcorrente rispetto ai miei colleghi.

Il rallentamento si riscontra ovviamente nei negativi a colori, che richiedono più passaggi rispetto allo sviluppo del bianco e nero. Quest’ultimo è molto più semplice da sviluppare, difatti molti fotografi lo svolgono in casa, acquistando i reagenti chimici che si trovano online a prezzi modici, almeno per ora.

Spero che si trovi un giusto compromesso tra costi e quantità, altrimenti il mercato delle toy camera potrebbe subire un contraccolpo nel giro di pochi anni.

Siamo negli ultimi giorni d’apertura della mostra, come è andata fino ad ora?

La mostra ha avuto una costante affluenza di curiosi e appassionati e si concluderà giovedì 22 marzo 2018, lasciando lo spazio ad una nuova mostra sul Portogallo che si inaugurerà il 23 marzo.

È stata veramente una bella esperienza perché le immagini che siamo stati in grado di mettere insieme sono state veramente varie e interessanti. Le persone che le hanno viste in queste settimane sono rimaste veramente incuriosite; alcune fino al punto di decidere di acquistare una fotocamera, un aspetto che mi ha reso estremamente felice.

Io direi che per tutti quelli che vogliono qualcosa di diverso, alternativo e, nonostante tutto economico (non scordiamoci che sostituire un corpo macchina di una reflex digitale equivale a comprare un migliaio di rullini), le Toy Cameras sono un antidoto contro la monotonia.

Concluderei con una frase del grande Hawking, scomparso recentemente, che descrive molto bene lo spirito di queste macchine fotografiche:

“Senza imperfezione, voi e io non esisteremmo.”


Grazie mille a Giacomo per questa intervista e per aver condiviso con noi queste splendide foto. Rimanete aggiornati sulle attività dello studio (dalle mostre ai corsi, passando anche per sviluppo, scansione HighEnd dei rullini e stampa fine art) sul sito web e sul profilo Facebook.

SCRITTO DA PAOLOCUNICO IL 2018-03-20 IN #GEAR #CULTURA #PERSONE #TOY-CAMERA #POP-9 #DIANA#DIANA-F #SPINNER-360 #SPROCKET-ROCKET #MATTEOTTI-STUDIO

MAGGIORI INFORMAZIONI

Lomography Sprocket Rocket

Lomography Sprocket Rocket

Fotocamera precisamente dedicata ai fori di trascinamento, la Sprocket Rocket presenta un obiettivo super grandangolare che espone perfettamente l’intera larghezza del rullino 35mm. Ammira i fori di trascinamento per ogni scatto! Apprezza una straordinaria visione panoramica del mondo con la nostra serie di fotocamere Sprocket Rocket e accessori.

Portraits Feeling The Beauty

Mostra fotografica di Eleonora Chiti
In Portraits. Feeling The Beauty Eleonora non espone un progetto omogeneo, ma piuttosto una serie di racconti inanellati tra loro che dialogano, si confrontano, condividono le proprie storie pur mantenendo una certa indipendenza.
Ogni singola fotografia scava lo spazio attorno a sé, così come lo scava il corpo muovendosi all’interno di una stanza: ogni fotografia mantiene con orgoglio la propria unicità, in quest’assemblea di corpi femminili convocati sul palcoscenico dallo sguardo intimistico dell’artista.

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American Transfer

mostra fotografica di Ernest Malaguarnera.

Un interessantissimo progetto fotografico che inizia con un file digitale e finisce sui sali d’argento con un procedimento di stampa fine art su un materiale trasparente per creare un negativo di 26cm x 39 cm . Successivamente il negativo è stato trasferito con stampa ai sali d’argento su carte baritate e politenate.

Così i caratteristici paesaggi americani si trasferiscono da un supporto rappresentato da numeri e matrici ad un altro più tangibile, proprio grazie a questo processo ibrido ,digitale e chimico, con un salto nel tempo che ci riporta dove la fotografia ha avuto inizio.

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Street Art Photography

Matteotti Studio presenta una serie di scatti dove la Street Art viene contestualizzata , reinterpretata , descritta come parte delle città , come arricchimento culturale, concettuale, visivo . Dai murales incisi sui muri del manicomio di Volterra , passando per Brick Lane, fino ad arrivare a chi usa sè stesso come tela da dipingere . Simone Ferrari, Gabriele Bardi, Ernest Malaguarnera, Solimano Pezzella, Paolo Pratesi, Giacomo Sardi sono i fotografi che daranno il loro contributo a questa esposizione. Sabato 17 giugno , durante il “Giugno Aglianese” dalle ore 19,30 presso il Matteotti Studio , in via matteotti 57 ad Agliana saranno esposte più di 30 fotografie , negativi e video e avrete modo di parlare con gli autori, non mancate!

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Amsterdam’s Films

Amsterdam’s Films

“ ..una compatta a pellicola speciale, che ha richiesto ben 2 anni di progettazione negli anni ’90 e una manciata di rullini , un ritorno alle origini della fotografia, alla sua semplicità, in una delle capitali europee più moderne , ricca di opere architettoniche all’avanguardia , un ritorno al passato per esaltare il contrasto delle linee, delle curve e dei contorni. Un viaggio surreale , geometrico, rigoroso nelle forme , nei quartieri solcati dai canali e nelle nuove zone residenziali di Amsterdam dove l’innovazione e la genialità del riutilizzo edile ha dato vita a nuove esperienze urbane…”

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“..A volte c’è bisogno di riordinare i propri pensieri ed Amsterdam è proprio come un sogno , un mix di esperienze visive, vecchi palazzi pendenti che sembrano sprofondare, soluzioni sperimentali e bizzarre come gli Hotel costruiti sulle navi attraccate alla banchina di un isolotto vicino a vecchi sommergibili dismessi, o i modernissimi appartamenti ricavati nei magazzini portuali , case che sembrano piattaforme petrolifere dove ormeggiano velieri del 1800, i mini-appartamenti degli universitari in container impilati come mattoncini di Lego . Visioni kafkiane che ricordano i film di fantascienza degli anni 70 e come un sogno ad occhi aperti aiutano a rimettere in ordine la mente del fotografo…”

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di Giacomo Sardi

Arctic Under Attack

ARCTIC UNDER ATTACK

THE ARCTIC MELT IS A WAKE UP CALL

NOT A BUSINESS OPPORTUNITY

Climate change effects and growing competition for access to the Arctic and its natural resources, and increasing economic activities, have brought risks to the region, including challenges to the environment and human security

As a result of melting ice, new navigation routes will open and new fishing grounds and natural resources could lead to increased human activity and environmental challenges in this region

With climate change advancing rapidly, especially in the Arctic, attention needs to be focused on how to devise and implement a conservation regime for resources in the Arctic, especially in waters that are increasingly accessible

Our priority should be the preservation of what is still pristine nature up there and not about how to exploit new available resources. The waters under the ice cap have not been accessible for more than 800.000 years, and of course we must take the responsibility before it is too late to protect these sensitive ecosystems

Marco Affronte, MEP

 

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foto di Luca Bracali.

http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2017/04/06/news/gli-scatti-di-bracali-al-parlamento-europeo-1.15154633

Paolo Pratesi Laura Bracali

 

“E se le immagini descrivessero le parole?

Il connubio di chi descrive e crea, di chi pensa e osserva, di chi sogna

e viaggia…L’inchiostro e l’obiettivo si uniscono in un colorarsi originale,

attraverso quelle magiche parole che tuonano al ritmo di sguardi, occhi,

osservare e in fondo comprendersi.

E qui resta … magistralmente incastonata tra chi immortala il movimento

e chi ne estrapola i gesti, involandone i sentimenti.”

(dalla prefazione di Salvatore Scuderi).

“Cerco di dipingere con l’obiettivo le emozioni che mi attraversano “

Paolo Pratesi

“ E i sogni? I sogni hanno il tempo di tutto quello che ancora dovrà acca-
dere”

Laura Bracali , dal libro “ Andavo via a frammenti ”

Sapete dov’è lo Swaziland?

Matteotti Studio presenta il viaggio in Swaziland del fotografo Giacomo Sardi.

 

Pubblicato su Nikon Italia

me lo sono chiesto la prima volta che me lo hanno detto…
3 settimane fa tornato da un viaggio in Swaziland, a nord del sud Africa, il paese che ha la maggiore percentuale di malati di HIV nel mondo, calcolata sulla popolazione.
Fonti non ufficiali parlano di oltre il 50% della popolazione, il governo si affanna a nascondere questo dato, esultando per “solo il 26%”…

Quello che ho visto là non lo posso raccontare solo con le parole…
eravamo ospiti di una missione nel sud del paese, un miracolo di quelli che capita di vedere una volta nella vita.. una scuola con 800 bambini, un ambulatorio per i malati, un aiuto concreto per chi non ha niente e in più flagellato dalla piaga dell’AIDS.

Continuamente vengono a chiedere aiuto.. bambini, ragazzi e ragazze sieropositivi, coi genitori morti di AIDS, vivono coi nonni ma non hanno soldi per vivere, per studiare, per mangiare.

Il primo ritratto è di una ragazza che portava una lettera.. c’era scritto che suo padre era morto di AIDS, sua madre quando si era accorta di essere positiva si era impiccata, adesso viveva col nonno ma aveva saltato un anno di scuola perchè non aveva soldi per l’iscrizione…
E così ogni giorno..

Siamo andati a prendere i sieropositivi, sfiniti, deboli, ammalati, nelle loro case, in mezzo al nulla, col fuoristrada.. li ho messi sul pickup di peso, non si piegavano… visto che per ogni malato dovevamo scendere in strade impossibili abbiamo fatto tardi e un uomo ci aspettava sulle stampelle da 2 ore, fuori da casa sua , vicino a dei panni stesi.. testa in basso, ma non mollava, piantato su quei 2 pezzi di legno imbullettati l’uno con l’altro… mezz’ora per tirarlo su…

Siamo arrivati all’ospedale e la sala d’aspetto per i malati di AIDS era strapiena, 2 dei nostri non sono stati accettati, non c’era più tempo per fare le analisi… torneranno la settimana prossima… se ci arrivano…

Abbiamo visto i bambini pranzare alla mensa della scuola, le ciotole pulite coi diti, polenta e broda di fagioli… sono entrato nelle case della gente che ci ringraziava… “grazie a voi italiani che ci avete dato tutto, ci avete insegnato tutto quello che sappiamo, ci date da mangiare, thankyou, thankyou, thankyou” naturalmente si riferivano alle missionarie… sul fuoco se va bene un pezzo di pollo sulla brace quando si festeggia alla domenica, sennò una pannocchia… ma anche il mais quest’anno è stato difficile da coltivare, poche pioggie..

Ho visto le suore missionarie che lavorano per queste persone, instancabilmente, senza sosta, fino all’esaurimento totale delle forze per un sorriso, per cercare di accontentare tutti, per dare un po’ di sollievo, per dare un po’ di speranza. Mai visto persone così, non sono di questo pianeta..

Ho visto madri coi bimbi in attesa di essere vaccinati… anziani ubriachi fradici che dalla disperazione spendono i pochi soldi nell’alcool invece di comprare qualcosa da mangiare per i nipoti, orfani…

E poi silenzio, ma un silenzio di quelli che senti il fischio delle orecchie, il sangue che pompa… campagne, terreni fertili, mucche, galline, vento e sassi, terra rossa come il tramonto, il sole che diventa una palla gialla all’orizzonte mentre vengono distribuiti gli aiuti del WFP, le giornate corte, il buio che viene veloce come un lampo, le stelle che non conosco, brillanti come lampadine lontane ma non poi così tanto, sembra di toccarle… la via lattea come una strisciata di colore azzurro nel cielo nero, costellazioni sconosciute a noi europei, la croce del sud che indica la missione mentre la sera ci incamminavamo verso il refertorio dove le suore cucinavano per noi…

I bambini le loro urla di gioia, la semplicità della vita che si sviluppa e che abbiamo visto in tutte le sue fasi… la povertà, l’amore ricambiato… la gente che muore, una bambina cieca da un occhio, un’altra con le croste in testa per via dell’AIDS, coperte da un cappellino azzurro che nasconde le garze…
Il sole come una stella, come una speranza, mentre un bambino cerca di acchiapparlo… presto che scappa….
In Chiesa mentre la gente canta vedo sbucare fra le teste una statua della Vergine che mi guarda, si guarda me.
La vita, la vita, la vita…… gia i soliti discorsi…
mi sono azzerato… riparto da qui…

LOST.

Gabriele Bardi

Simone Ferrari

Massimiliano Sarno

Ernest Malaguarnera

Giacomo Sardi

LOST.

I luoghi dell’abbandono  

introduzione a cura di Sauro Sardi

Dopo le prime orme lasciate sulla polvere della Luna, l’impronta che riassume come forma d’arte i luoghi dell’abbandono non va ricercata nel granito immobile delle Piramidi, ma nei segni che il tempo lasciò come matrice nell’opera più acuta di Marcel Duchamp: “Il Grande Vetro”.

In quella soffitta, e da quel giorno, il bagliore dei mercati e delle gallerie d’Arte fu tutto un guardare tra le cose che attesero a lungo, come morte, il balzo rigeneratore della chimica. Il gesto che riaccende i tratti di ciò che resta e merita almeno lo spreco di una posa. Fino a ritrovare l’idea che il tempo sia autore che incide e marca attraverso il segno pesante della vita. Oppure ignaro e leggero, composto nella sua dimora che resiste senza pretesa, sfinita dal poco o niente che ormai rappresenta.

Inerme, centrata dall’occhio ciclopico che fisserà le cose, l’immagine affronta il giorno come chi non ha specchio, con la sua luce che dal centro sfuma verso il lati, l’inquadratura ti assale come se il passato fosse una botta col flash, uno scatto regolato dal tempo che apre e chiude il diaframma di ogni storia.

 

Esposizione fotografica ,

Matteotti Studio, dal 12 giugno al 9 luglio

 

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Lajatico, la poltrona Proust di Alessandro Mendini (Foto Gabriele Bardi)

Come spesso accade, il caso è il seme di un’idea , e più ci si pensa e più cresce , germoglia , mette radici. Così Gabriele un giorno si presenta in studio con un rullino a colori e un’aria un po’ incazzata.. ” Giacomo vedrai questo rullino è da buttare e questa vecchia macchina fotografica che mi hanno spedito dagli Stati Uniti è una fregatura…. il rullino non scorre, s’inceppa..” … “ok…” dico io, “proviamo a svilupparlo e vediamo cosa esce..”.. tutto il rullino era inesorabilmente rovinato, pieno di graffi dall’inizio alla fine, su tutti o quasi i fotogrammi… l’ormai consumato rivestimento superficiale della cinquantenne QL17 aveva fatto il resto, trasformando i colori della campagna toscana in una tonalità sbiadita e acida…. Mendini e la sua poltrona Proust nel Teatro Del Silenzio attraversati come da gocce di vernice bianca che scendevano da bordo a bordo…. il caso aveva preso il pennello e aveva messo la sua firma. Così nasce LOST. Una raccolta di fotografie in luoghi abbandonati, isolati o con soggetti che portano lo spettatore a viaggiare col pensiero in paesaggi postatomici e che sembrano uscire dal film “The Day After”… il cacciabombardiere abbandonato diSimone Mone Ferrari, i fantasmi danzanti di Massimiliano Sarno, i rottami dei pickup nei deserti americani di Ernest Malaguarnera, le foto 3D di vecchi ruderi toscani di Giacomo Brubaker Sardi e le assenze di Gabriele Bardi sono come la sceneggiatura di un film fermo lì da tempo , immobile , paziente, vertiginoso… 12 giugno ore 18.00…

Marco Saielli

Mostra di Marco Saielli, “IL DRAGONE AL PRIMO MAGGIO” nella sala ovale della provincia di Prato, in via ricasoli 17 , dal 26 aprile al 6 maggio, da una sola pellicola in doppia esposizione , una serie di scatti realizzati alla manifestazione del primo maggio e una seconda serie di scatti effettuati al capodanno cinese a Prato …. 22 scatti bellissimi in bianco e nero scansionati e stampati 50×70 su carta Hahnemuhle da Matteotti Studio

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Portraits

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L’amministrazione comunale, in collaborazione con il quotidiano La Nazione, l’Associazione Il Moderno e Matteotti Studio, ha indetto il concorso fotografico Portraits – Le emozioni, le storie, la vita quotidiana dell’universo femminile in uno scatto fotografico.

Il concorso, aperto a tutti, intende raccogliere ritratti di donne che riescano ad interessare per la loro capacità di essere espressivi e comunicativi. Fra tutte le foto inviate, ne verranno scelte venti che, una volta stampate, andranno a costituire una mostra che verrà istallata negli spazi espositivi del Comune.

La giuria, composta da Carlo Quartieri, fotografo della Nazione, Giacomo Sardi, fotografo e Patrizia Esposito, Presidente dell’AUSER Agliana, selezioneranno i primi tre classificati che verranno premiati la sera dell’8 marzo al Teatro Moderno.

 

“L’idea del concorso – spiega l’assessore alle pari opportunità Luisa Tonioni – è offrire la possibilità a tutti, donne e uomini, di narrare, attraverso i loro scatti fotografici, le emozioni, le storie, il quotidiano delle donne. Vogliamo arricchire l’8 marzo con un altro linguaggio ed offrire, per questa giornata, una pluralità di prospettive attraverso cui vivere l’essere donna.“